Usa non paga per sicurezza Harry-Meghan

'Devono pagare loro', twitta Trump

"Gli Stati Uniti non pagheranno per la sicurezza" del principe Harry e della consorte Meghan Markle, trasferitisi a Los Angeles dal Canada e pronti ad affrontare, fra incognite e critiche, la sfida della "nuova vita più indipendente" dalla Royal Family britannica che hanno annunciato urbi et orbi di voler condurre.

L'avviso arriva a brutto muso dal presidente Donald Trump, verso il quale l'ex attrice americana divenuta duchessa di Sussex non ha mai nascosto le proprie antipatie, alla vigilia del giorno X: ossia la scadenza del 31 marzo, oltre la quale, in base agli accordi presi infine con la regina e gli altri Windsor, la coppia 'ribelle' staccherà formalmente la spina dal ruolo "senior" in seno alla monarchia e dagli impegni pubblici connessi, mantenendo il titolo nobiliare, ma rinunciando (in parte) all'appannaggio dinastico e a usare pubblicamente l'appellativo di Altezze Reali. Non proprio un messaggio di benvenuto, quello del presidente-tycoon, al quale i due neo-arrivati hanno peraltro replicato seccamente - attraverso una portavoce - di non aver mai chiesto nulla a Washington. E di non aver intenzione né bisogno di farlo neppure per la propria protezione o per quella del piccolo Archie. Trump, come al solito, ha usato Tiwitter per farsi sentire: "Sono un grande amico e un ammiratore della Regina e del Regno Unito", ha premesso, non senza ricordare tuttavia come si fosse "detto che Harry e Meghan avrebbero vissuto in Canada in modo permanente". "Ora - ha proseguito beffardo - hanno lasciato il Canada per gli Usa", che "comunque non pagheranno per la loro sicurezza". "Devono pagare loro!", ha concluso con tanto di punto esclamativo. Un'evidente punzecchiatura personale, ai protagonisti della cosiddetta Megxit. Ma anche una strizzata d'occhio ai contribuenti d'oltreoceano in tempi di emergenza coronavirus: in un Paese nel quale i Sussex godono di non poca popolarità, anche per le origini californiane di lei, e non non scontano risentimenti e pregiudizi di certi ambienti britannici, ma dove non è certo di casa l'idea di accollarsi pubblicamente qualunque spesa di ospiti privati. Aristocratici o meno che siano. A scanso di equivoci, e forse punti sul vivo, i due si sono risolti a rispondere a stretto giro, cosa che di solito i reali - senior o junior - non fanno.

"Il Duca e la Duchessa di Sussex - ha tagliato corto una portavoce - non hanno mai pianificato di chiedere risorse al governo degli Usa per la loro tutela. Misure di sicurezza finanziate privatamente sono già state definite". Il trasferimento dal paradisiaco isolotto canadese di fronte a Vancouver, dove Harry e Meghan s'erano installati subito dopo la 'fuga' dal Regno, a LA, dove lei è cresciuta e dove vive sua madre Dora Ragland, ha del resto molto a che fare proprio col futuro economico della coppia, a dar retta ai media britannici: i cui commentatori continuano a seminare in gran parte dubbi sull'opportunità dell'addio e sulla concretezza delle loro prospettive. Di sicuro c'è che all'ombra di Hollywood, e fra le conoscenze che entrambi hanno nel mondo delle major dell'entertainment, Meghan ha già trovato una prima occasione di rentree: nei panni di voce narrante d'un documentario sulla vita degli elefanti che il colosso Disney manderà in onda sulla nuova piattaforma streaming Disney+ dal 3 aprile.

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