Covid: Grecia, medici e marittimi in sciopero

Chiedono la tutela dei 'diritti sociali'

Medici ospedalieri e personale marittimo sono in sciopero in Grecia per chiedere un aumento dei salari e indennità di disoccupazione, nonché la protezione dei loro "diritti sociali", colpiti dalle misure del governo intese a far fronte alla pandemia. I battelli hanno gettato l'ancora nei porti della Grecia continentale a causa di uno sciopero di 48 ore, oggi e domani, su indicazione dell'Unione dei meccanici navali (Pemen), paralizzando i collegamenti marittimi con le isole, ha annunciato la polizia portuale.
    In un comunicato, il Pemen chiede "la protezione dei disoccupati di lunga durata", "l'aumento dei sussidi di disoccupazione" e dei salari. Denuncia inoltre "l'aumento del (ricorso al) lavoro nero" negli ultimi mesi e i "significativi" deficit del fondo previdenziale (Nat) di questa categoria professionale. Chiede inoltre "misure per il rimpatrio di migliaia di marinai" bloccati in altri Paesi a causa della pandemia.
    Centinaia di medici ospedalieri hanno manifestato ad Atene e in altre città, dopo che il loro sindacato, la Federazione Oenge, ha indetto uno sciopero di 24 ore. "Non approfittare della pandemia per compromettere i nostri diritti sociali", ha scritto Oenge in una dichiarazione. I medici chiedono "assunzioni massicce" e "requisizione di cliniche private" per far fronte a "crescenti bisogni", soprattutto negli ospedali dell'Attica, la regione di Atene, la più colpita dal Covid-19.

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