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Niente nuova Costituzione, il 55% respinge la riforma della destra

Niente nuova Costituzione, il 55% respinge la riforma della destra

Dopo aver bocciato quella della sinistra. Resta in vigore la Carta ereditata dalla dittatura militare

SANTIAGO DEL CILE, 18 dicembre 2023, 17:21

Redazione ANSA

ANSACheck

Il presidente cileno Gabriel Boric - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente cileno Gabriel Boric -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Il presidente cileno Gabriel Boric - RIPRODUZIONE RISERVATA

    Per la seconda volta in due anni i cileni rifiutano l'adozione di una nuova Costituzione. Il 'No' al referendum di domenica ha vinto con oltre il 55% delle preferenze. Il Cile mantiene dunque in vigore la Costituzione elaborata nel corso della dittatura militare di Augusto Pinochet. Dopo il fallito referendum di settembre 2022 - quando la popolazione aveva rifiutato con il 61,9% dei voti la proposta elaborata dalla Convenzione costituzionale a maggioranza progressista - i cileni hanno decretato il fallimento anche della proposta di Carta elaborata dal Consiglio costituzionale, a maggioranza di destra.

    Il voto chiude un turbolento periodo della storia cilena recente lungo 1.500 giorni e - come già annunciato da tutte le forze politiche del Paese - non ci sarà un nuovo processo costituente.

    Il comitato per il 'Sì' ha riconosciuto immediatamente la sconfitta. Quando lo scrutinio non aveva ancora raggiunto un terzo delle sezioni, il senatore dell'Unione democratica indipendente (Udi), Javier Macaya, in una breve dichiarazione ha affermato che "i cileni sono stanchi del dibattito sul processo costituzionale. Discorso chiuso. Tutti vogliono superare questa fase e dedicarsi alle necessità della popolazione. Andiamo a dormire tranquilli".

   Il comitato per il "No" ha invece atteso i risultati definitivi per esprimersi. In una dichiarazione alla stampa, la presidente del Partito socialista Paulina Vodanovic ha affermato che "il popolo ha espresso con chiarezza la sua posizione". "Non ci sarà un nuovo processo costituzionale, a partire da domani lavoreremo per sintonizzare l'agenda del Cile reale all'attività politica, offrendo risposte alle principali esigenze: sicurezza, salute, lavoro e pensioni", ha concluso.
   
   

Mea culpa di Boric e dell'opposizione di destra

    Il processo costituzionale cileno "non è riuscito a canalizzare la speranza di avere una Costituzione per tutti" e la politica è in debito con il popolo cileno".

   Lo ha affermato il presidente Gabriel Boric analizzando il risultato del referendum che ha bocciato domenica la proposta di
Costituzione elaborata da un Consiglio dominato dalla destra, dopo che nel 2022 era stata bocciato anche il testo proposto da
un'assemblea a maggioranza progressista. 

   Boric ha ribadito che il risultato non lascia né vincitori né vinti. "Non possiamo tornare a ripetere lo stesso errore dei referendum precedenti. Il Paese lo facciamo tra tutti i cileni e coloro che trionfano non possono ignorare coloro che vengono circostanzialmente sconfitti", ha aggiunto il presidente.

  Anche il leader del partito Repubblicano che deteneva la maggioranza nel Consiglio Costituzionale, l'ultraconservatore José Antonio Kast, ha riconosciuto la sconfitta. "Non siamo riusciti a convincere la popolazione che questa era una migliore Costituzione di quella attuale" ha affermato Kast, secondo il quale ad ogni modo la popolazione ha dimostrato di essere "stanca" di questi processi. "Si è chiusa una tappa triste della nostra storia che ha preso il via con un'ondata di delitti", ha aggiunto il leader del partito repubblicano, in riferimento alle proteste sociali del 2019.

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