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Migranti: Oim, naufragio in Senegal, almeno 140 morti

Migranti: Oim, naufragio in Senegal, almeno 140 morti

Il più grave di quest'anno

ROMA, 29 ottobre 2020, 21:17

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Almeno 140 persone sarebbero morte al largo del Senegal nel naufragio di una imbarcazione di migranti, avvenuto la scorsa settimana. Lo riferisce l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Sarebbe il naufragio più grave del 2020. L'imbarcazione trasportava circa 200 migranti e, secondo alcuni media locali, le marine senegalesi e spagnole, e i pescatori che si trovavano nelle vicinanze, ne hanno salvati 59, e recuperato i resti di altri 20. I membri della comunità locale hanno riferito all'OIM che la nave è partita sabato 24 ottobre da Mbour, una città costiera nel Senegal occidentale, diretta alle Isole Canarie. L'imbarcazione avrebbe preso fuoco poche ore dopo la partenza e si è capovolta vicino a Saint-Louis, sulla costa nord-occidentale del Senegal.
    L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) "è profondamente addolorata per questa recente tragedia - si legge in una nota - , che segue quattro naufragi registrati nel Mediterraneo centrale la scorsa settimana e un altro nella Manica". "Chiediamo l'unità tra i governi, i partner e la comunità internazionale per smantellare le reti di traffico e contrabbando che sfruttano i giovani disperati", ha detto Bakary Doumbia, capo della missione dell'OIM in Senegal, segnalando anche l'importanza di sostenere "canali legali potenziati per minare il modello di business dei trafficanti e prevenire la perdita di vite umane".

Sale il bilancio di un naufragio di migranti avvenuto nel Canale della Manica martedì scorso: tre persone risultano disperse, mentre i corpi di due bambini e due adulti erano stati rinvenuti nei pressi di Dunkerque, nel nord della Francia. Distrutta un'intera famiglia curdo iraniana. Lo ha detto all'Afp il procuratore di Dunkerque, Sébastien Pieve, confermando le testimonianze dei parenti trasmesse mercoledì dalla BBC. Uno dei dispersi sarebbe infatti il figlio più piccolo della coppia trovata morta insieme a due bambini, rispettivamente di 6 e 8 anni, e ad altri due passeggeri dell'imbarcazione affondata. Con un totale di sette morti, di cui tre dispersi, il naufragio di martedì rappresenta quello con il maggior numero di vittime migranti mai avvenuto nel Canale della Manica, che si conferma come una delle rotte più pericolose per le persone in fuga da guerre e povertà. I 4 corpi recuperati nei giorni scorsi e identificati nelle scorse ore sono risultati appartenere a un uomo di 35 anni, una donna di 32 anni e due loro figli, una bambina di 8 anni e un bambino di 6, tutti appartenenti a una stessa famiglia originaria di Sardasht, nell'Iran occidentale, ha precisato il procuratore di Dunkerque. Alcuni passeggeri superstiti avevano denunciato nel giorno stesso del naufragio la scomparsa del loro figlio più piccolo, di appena un anno. L'identità delle vittime è stata confermata da un parente stretto che vive in Francia, sentito dalla polizia di frontiera. Sarebbero rimasti intrappolati nella cabina di pilotaggio dell'imbarcazione. L'inchiesta, subito avviata, ha anche confermato che gli altri due corpi appartenevano a due passeggeri uomini, di cui non è stato possibile stabilire l'identità. La maggior parte dei passeggeri a bordo, secondo le testimonianze, era composta da curdi, iraniani e iracheni. Quattordici dei 15 sopravvissuti sono ancora a disposizione della polizia che sta cercando di identificare il pilota della barca su cui pende un'accusa di omicidio e violenza involontaria. Il pubblico ministero ha poi aggiunto che si sta indagando per individuare tutte le persone coinvolte nell'organizzazione della fatale traversata. Nonostante i pericoli, i tentativi di attraversare la Manica si sono moltiplicati. Dal primo gennaio al 31 agosto di quest'anno, 6.200 migranti hanno provato a raggiungere così le coste della Gran Bretagna. Il primo ministro Boris Johnson ha assicurato, via Twitter, che il Regno Unito è pronto a fare "tutto" il possibile contro le "spietate bande criminali che depredano le persone vulnerabili favorendo questi viaggi pericolosi". Un parente della famiglia decimata ha riferito che i suoi congiunti avevano pagato una forte somma per raggiungere il Regno Unito. 
   

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