Re Marocco, uniti contro il fanatismo

L'appello ai residenti all'estero, "paladini" della tolleranza

"Un fronte comune per contrastare il fanatismo" dei jihadisti. È re Mohammed VI in persona che lo chiede a gran voce, rivolgendosi in particolare a quei 5 milioni di marocchini che risiedono all'estero, perché diventino "paladini" dell'Islam e della tolleranza.
    In occasione dell'anniversario della 'Rivoluzione del re e del popolo', di quando cioè i marocchini insorsero contro l'esilio di re Mohammed V e della sua famiglia deciso nel 1953 dal protettorato francese, il sovrano alaouita, 'comandante dei credenti', si è rivolto ai sudditi. Nel discorso trasmesso da radio e tv, il capo di Stato ha detto: "Di fronte alla proliferazione di oscurantismi diffusi in nome della fede, ma del tutto lontani da essa, i credenti devono seguire i valori delle loro religioni e delle loro tradizioni secolari". Il riferimento esplicito è all'assassino di padre Hamel, lo scorso 26 luglio, a Rouen, in Francia: "Una follia imperdonabile".
   

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