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Bozza di tregua ad Hamas, '40 ostaggi per 400 palestinesi'

Bozza di tregua ad Hamas, '40 ostaggi per 400 palestinesi'

Reuters: '40 giorni senza operazioni, forni e ospedali aperti' 

TEL AVIV, 28 febbraio 2024, 08:13

Redazione ANSA

ANSACheck

Palestinesi in cammino - RIPRODUZIONE RISERVATA

Palestinesi in cammino -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Palestinesi in cammino - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una fonte di alto livello vicina ai colloqui ha riferito che la bozza di proposta inviata a Hamas riguarda una tregua di 40 giorni e lo scambio di prigionieri e ostaggi in rapporto di 10 a uno. Lo riporta la Reuters sul suo sito. Hamas dovrebbe liberare circa 40 ostaggi, compresi donne, persone sotto i 19 anni o con più di 50 anni e malati, in cambio di circa 400 detenuti palestinesi. Prevista poi la riapertura degli ospedali e dei panifici a Gaza e l'immediato ingresso delle relative attrezzature e carburante. Ai residenti di Gaza, tranne gli uomini in età da combattimento, sarebbe permesso di tornare a casa nelle aree evacuate.

Non si capisce "su cosa si basi l'ottimismo" del presidente Joe Biden su una possibile tregua a Gaza entro lunedì prossimo. Lo hanno detto fonti israeliane citate dai media.

Un funzionario di Hamas ha detto a sua volta a Reuters, come riporta Haaretz, che i commenti del presidente americano Joe Biden su una tregua a Gaza sono prematuri e non corrispondono alla situazione reale sul terreno. Secondo il funzionario ci sono "ancora grandi lacune da colmare" nell'accordo prima che venga garantito un cessate il fuoco. "Israele cesserà le operazioni a Gaza durante il Ramadan", aveva detto nella notte Joe Biden, precisando che lo stop fa parte delle condizioni previste da un accordo di cessate il fuoco in fase di negoziazione.

Il ministero della Sanità di Gaza di Hamas ha aggiornato il bilancio delle vittime a Gaza dall'inizio della guerra, indicando ad oggi 29.878 persone uccise. Il bilancio comprende almeno 96 morti nelle ultime 24 ore, mentre 70.215 persone sono state ferite dall'inizio del conflitto.

Decine di razzi sono stati lanciati dagli Hezbollah del Libano in Alta Galilea nel nord di Israele dove sono risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere, citato dai media, il portavoce militare. Al momento non si hanno notizie di vittime.  Gli Hezbollah libanesi hanno rivendicato stamani il lancio di 40 razzi sulla base militare israeliana situata sul Monte Merom in Galilea. "In risposta agli attacchi su Baalbeck e sul Monte Jarmak", si legge nella dichiarazione del partito armato libanese in riferimento ai raid aerei israeliani di ieri nella profondità territoriale libanese. La base del Monte Merom era stata già presa di mira due altre volte da Hezbollah nelle scorse settimane.

Hezbollah pronta al cessate il fuoco se c'è una tregua con Hamas

   Il partito armato libanese Hezbollah ha affermato oggi di esser pronto a cessare il fuoco dal sud del Libano verso postazioni militari israeliane in caso di accordo di tregua tra Hamas e lo Stato ebraico. Lo riferiscono fonti interne al movimento libanese citate da media di Beirut.

   La dichiarazione arriva in un momento nel quale si registra una costante escalation dello scontro fra Hezbollah e Israele, con costanti scambi di missili e bombardamenti fra il sud del Libano e l'Alta Galilea. Il portavoce militare israeliano ha detto che sono stati circa 35 i razzi lanciati questa mattina dalla milizia islamista verso il Monte Meron, nel nord di Israele. "Non ci sono state né vittime né danni al Centro di controllo aereo di quella zona", ha sottolineato il portavoce, aggiungendo che  aerei israeliani hanno colpito "una postazione militare e infrastrutture terroristiche degli Hezbollah nelle aree di Hanniyeh, Jibchit, Baisariyeh, e Mansouri". L'artiglieria israeliana ha anche colpito "nella zona di Yaroun per rimuovere una minaccia".

   Da parte sua, il generale Aroldo Lazaro, comandante in capo della forza Onu (Unifil) in Libano -di cui fanno parte un migliaio di soldati italiani-  ha espresso "preoccupazione per i recenti eventi nel sud del Libano", avvertendo del "rischio di compromettere una soluzione politica per il conflitto in corso". Lazaro, citato dai media libanesi, ha sottolineato un
"evolversi preoccupante nello scambio di fuoco" quotidiano tra Hezbollah e Israele. Il comandante di Unifil ha inoltre ricorda "le conseguenze devastanti del conflitto attuale, sia in termini di perdite umane che di danni alle abitazioni e alle infrastrutture pubbliche".

   Nonostante gli sforzi compiuti per calmare le tensioni e evitare pericolosi fraintendimenti - ha detto il generale spagnolo - "gli eventi recenti rischiano di minare una soluzione
politica al conflitto".  "Nel corso degli ultimi giorni - ha detto Lazaro - abbiamo continuato il nostro impegno attivo con le parti coinvolte per placare le tensioni e evitare pericolosi malintesi, ma gli eventi recenti rischiano di compromettere una soluzione politica a questo conflitto".

   "Chiediamo urgentemente a tutte le parti coinvolte di cessare le ostilità per evitare ulteriori escalation e lasciare spazio a una soluzione politica e diplomatica in grado di ripristinare la stabilità e garantire la sicurezza della popolazione in questa regione", ha concluso

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