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Blinken da Lula in piena bufera per le dichiarazioni su Israele

Blinken da Lula in piena bufera per le dichiarazioni su Israele

Il Brasile non si scusa per le parole del presidente, come aveva chiesto Netanyahu

RIO DE JANEIRO, 20 febbraio 2024, 17:16

Redazione ANSA

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Lula da Silva © ANSA/AFP

Lula da Silva © ANSA/AFP
Lula da Silva © ANSA/AFP

    Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, è atteso in serata a Brasilia, dove domani ha in agenda una riunione col presidente Luiz Inacio Lula da Silva. L'incontro - organizzato da tempo - avviene nel pieno della bufera tra i governi di Brasile e Israele, dopo le dichiarazioni di Lula, che ha paragonato quanto accade nella striscia di Gaza con lo sterminio degli ebrei compiuto da Hitler.

    Nel programma di Blinken figura anche la partecipazione alla riunione dei ministri degli Esteri del G20, a Rio de Janeiro (21 e 22 febbraio), forum di cui quest'anno il Brasile detiene la presidenza. 

   Il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, ha convocato l'ambasciatore israeliano a Brasilia, Daniel Zonshine, con il quale ha avuto ieri sera un colloquio di circa mezz'ora nel quale ha espresso "sorpresa e disagio" per la posizione del suo governo, che ha dichiarato 'persona
non grata' il presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

 

   Conversando con i giornalisti domenica scorsa ad Addis Abeba al margine della 37/a Assemblea generale dell'Unione africana (Ua), Lula ha sostenuto che "ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza con il popolo palestinese non è accaduto in nessun altro momento della storia", tranne uno: "Quando Hitler decise di uccidere gli ebrei", scatenando l'ira del governo Netanyahu.

    Secondo fonti giornalistiche, non ci sarebbero state le scuse del governo a Zonshine, come Netanyahu aveva chiesto a Lula. Vieira, indicano le stesse fonti, avrebbe usato un tono cordiale ma fermo in difesa della posizione adottata dal Brasile.

   La convocazione dell'ambasciatore brasiliano a Tel Aviv, Frederico Meyer, e il pubblico rimprovero da parte del ministro degli Esteri israeliano durante una visita al memoriale della Shoah, sono stati visti dal ministero degli Esteri brasiliano come uno "spettacolo" da parte del governo Netanyahu, qualcosa di "inaccettabile" e del tutto estraneo alle pratiche della diplomazia, come hanno riferito fonti vicine a Vieira.

   Secondo queste fonti, l'ambasciatore brasiliano sarebbe caduto in una "imboscata" a Tel Aviv. E ha dovuto ascoltare le critiche in ebraico senza interprete. Dopo l'incontro, Meyer è stato richiamato a Brasilia per "consultazioni".

   Ma anche il ministro degli esteri israeliano, Israel Katz, resta del tutto intransigente.  "Non è troppo tardi per imparare la storia e chiedere scusa. Fino ad allora rimarrai una persona non grata in Israele!", ha scritto su X rivolgendosi al presidente brasiliano. "Che imbarazzo! Il tuo paragone mescola cose diverse, è delirante - ha aggiunto Katz - Vergogna al Brasile e sputo in faccia agli ebrei brasiliani. Milioni di ebrei in tutto il mondo aspettano le tue scuse. Come osi paragonare Israele a Hitler? È necessario ricordarti cosa ha fatto Hitler? Portò milioni di persone nei ghetti, rubò le loro proprietà, li usò come lavoratori forzati e poi, con infinita brutalità, cominciò ad ucciderli sistematicamente".

   "Israele ha intrapreso una guerra difensiva contro i nuovi nazisti che hanno assassinato ogni ebreo che incontravano". "Se non avessimo avuto un esercito - ha concluso - avrebbero ucciso altre decine di migliaia di persone". 
   

La moglie di Lula lo difende, 'Travisate le sue parole'

    La 'primeira dama' brasiliana, Janja, interviene sulla crisi diplomatica con Israele e utilizza i social per difendere il marito Luiz Inacio Lula da Silva: il discorso in cui ha paragonato le azioni delle forze armate israeliane all'azione di Adolf Hitler e all'Olocausto - spiega Janja dal suo profilo su X - "si riferiva al governo genocida e non al popolo ebraico. Cerchiamo di essere onesti nelle nostre analisi".

   "Sono fiera di mio marito che, fin dall'inizio del conflitto nella Striscia di Gaza, ha difeso la pace e soprattutto il diritto alla vita delle donne e dei bambini, che sono la maggioranza delle vittime. Sono sicura - evidenzia - che se il presidente Lula avesse vissuto la Seconda Guerra Mondiale, avrebbe difeso allo stesso modo il diritto alla vita degli ebrei".

   "Il mondo deve essere indignato per l'omicidio di ciascuno di questi bambini e unirsi urgentemente per costruire la pace", conclude.

Bolsonaro: 'Brasile e Israele, nazioni sorelle'

   "Brasile, Israele, nazioni sorelle". E' il testo del post pubblicato dell'ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, sul suo profilo X, nel bel mezzo della crisi diplomatica tra il governo Lula e quello di Netanyahu.

   Nella pubblicazione Bolsonaro ha allegato un filmato della sua visita ufficiale in Israele durante il suo esecutivo, nel 2019, quando Netanyahu lo accompagnò al Muro del pianto. In quell'occasione Bolsonaro rilasciò alcune dichiarazioni, riportate nel video, spiegando la posizione di Brasilia prossima a quella di Tel Aviv, con l'intenzione di aprire negoziati per spostare l'ambasciata a Gerusalemme.

Il politologo: 'I discorsi di Lula su Israele stimolano l'azione bolsonarista'

    Le dichiarazioni del presidente del Brasile potrebbero servire da carburante per la manifestazione convocata dall'ex presidente Jair Bolsonaro domenica prossima a San Paolo. Lo dice all'ANSA il politologo dell'Università Presbiteriana Mackenzie,  Rodrigo Prando. "In un modo assolutamente non necessario Lula ha offerto su un piatto d'argento un'opportunità perché Bolsonaro
ne approfitti domenica per cercare di distogliere l'attenzione dai suoi problemi".

   Mentre i deputati bolsonaristi hanno già annunciato una richiesta di impeachment per Lula l'ex capo dello stato ha in più occasioni dichiarato sostegno al Paese ebraico. La questione di Israele è particolarmente cara all'elettorato evangelico, uno dei gruppi più resistenti a Lula e più fedeli a Bolsonaro. "Ciò alimenterà la retorica bolsonarista e potrebbe essere un elemento per la manifestazione di Paulista", sottolinea Prando. 

   Per Bolsonaro l'atto del 25 febbraio è un tentativo di mostrare potere politico di fronte alle indagini sul presunto complotto
golpista dopo le elezioni del 2022, che hanno già portato al sequestro del passaporto dell'ex presidente. Tuttavia, secondo
Prando, la manifestazione "non cambierà la situazione". "Potremmo rimanere sorpresi da un Paulista pieno di gente, il che non sarebbe cosa da poco, ma il problema è che l'idea è che la montagna abbia dato alla luce un topolino. Si organizza un grande evento che probabilmente non avrà alcun impatto sulle indagini", conclude. 

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