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'Alexei ucciso da Putin col Novichok, io sarò la sua erede'

'Alexei ucciso da Putin col Novichok, io sarò la sua erede'

La salma dell'oppositore non sarà consegnata ai familiari per altri 14 giorni'. Proteste occidentali, silenzio di Budapest

MOSCA, 20 febbraio 2024, 11:36

Alberto Zanconato

ANSACheck
Yulia Navalnaya © ANSA/AFP

   "Mio marito è stato ucciso da Putin". Punta il dito senza esitazioni contro il Cremlino la vedova di Alexei Navalny, suggerendo che la morte potrebbe essere stata indotta con l'uso del Novichok, l'agente nervino già comparso nel precedente avvelenamento dell'oppositore, nel 2020. E in un video diffuso sui social annuncia di essere pronta a raccogliere l'eredità politica del marito, proprio nel giorno in cui sbarca a Bruxelles per partecipare al Consiglio dei ministri degli Esteri della Ue.

LE NOTIZIE SULLE PRIME PAGINE

 

   Alla madre di Navalny intanto, ha riferito l'ex portavoce del dissidente Kira Yarmysh, è stato annunciato che la salma non sarà restituita alla famiglia per altri 14 giorni, durante i quali devono essere eseguiti "esami chimici" imprecisati. Yarmysh ha aggiunto che alla stessa madre e all'avvocato dell'oppositore è stato impedito in mattinata per la seconda volta in tre giorni di entrare nell'obitorio dell'ospedale della
città artica di Salekhard dove, secondo il sito russo dell'opposizione Mediazona, il corpo sarebbe stato portato già nella tarda serata del 16 febbraio, il giorno della morte nella colonia penale IK-3.

   Secondo Yulia Navalnaya, il cui video di otto minuti è diventato subito virale, questi rinvii confermano che le autorità "mentono meschinamente attendendo quando svaniranno le tracce dell'ennesimo Novichok di Putin". Un riferimento alla sostanza velenosa chiamata in causa in attacchi subiti in passato da Navalny e da altri oppositori, come quello in Gran Bretagna nel 2018 contro l'ex spia russa che aveva fatto defezione, Serghei Skripal, e da sua figlia. Ma poi Navalnaya ha fatto capire di non avere ancora certezze sul metodo usato: "Scopriremo certamente chi di preciso e in quale preciso modo ha eseguito il crimine, faremo i nomi e faremo vedere le facce", ha promesso.

   L'organizzazione per la tutela legale dei detenuti Ovd-Info ha lanciato una petizione online per chiedere la pronta consegna del corpo alla famiglia e ha detto di avere già raccolto oltre 60.000 adesioni. Ma all'invito a rispondere alla richiesta della famiglia, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha detto che il Cremlino non ha competenza in materia. "L'indagine è in corso e vengono intraprese tutte le azioni necessarie al riguardo", ha assicurato il portavoce, giudicando "rozze" le accuse rivolte a Putin dai Paesi occidentali. "Queste frasi, ovviamente, non
possono causare alcun danno al nostro capo dello Stato, ma non danno assolutamente una buona immagine di coloro che fanno tali
dichiarazioni", ha affermato ancora Peskov.  

   Nel suo messaggio video, Yulia Navalnaya si è detta quindi pronta a raccogliere il testimone del marito. "Continuerò il suo lavoro, continuerò a lottare per il nostro Paese, e vi invito a stare accanto a me", ha detto, aggiungendo di voler costruire una Russia "come la immaginava Alexei Navalny, piena di dignità, giustizia e amore". Successivamente è stata accolta a Bruxelles dal presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, che ha ricordato il dissidente come un "guerriero" e ha condannato quella che ha definito "la brutalità del regime canaglia del
Cremlino".

 

 

 

  "Yulia Navalnaya è una donna che vuole continuare a battersi per difendere la libertà nel suo Paese e ha ribadito che la Russia non è Putin e Putin non è la Russia", ha detto da parte sua il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il responsabile della Farnesina ha aggiunto che, a nome di tutti, l'alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell "le ha assicurato che continueremo a sostenere il diritto di espressione in Russia, di poter condurre battaglie politiche e chiederemo la liberazione di tutti i prigionieri politici".

   La Farnesina ha fatto sapere che, su istruzioni di Tajani, l'incaricato d'affari in Russia, Pietro Sferra Carini, ha onorato la memoria di Navalny deponendo fiori a Mosca sulla Pietra Solovetsky, monumento alle vittime della repressione politica, così come hanno fatto altri diplomatici occidentali. Il presidente Usa Joe Biden ha annunciato che gli Stati Uniti stanno considerando ulteriori sanzioni contro la Russia per la
morte di Navalny. Mentre l'ex presidente Donald Trump ha rotto il silenzio su quanto successo evitando tuttavia critiche al Cremlino e interpretandolo piuttosto come un segno del collasso degli stessi Stati Uniti: "Confini aperti, elezioni truccate, decisioni ingiuste dei tribunali stanno distruggendo l'America, siamo un Paese in declino", ha sostenuto Trump sul suo social Truth.

 

 

 

Il silenzio dell'Ungheria: 'Le sanzioni contro Mosca sono solo una soluzione di facciata'

   "L'Unione europea, affetta da psicosi bellica, intende solo obbedire a Washington, ai media liberal e alle Ong varando l'ennesimo pacchetto di sanzioni" contro la Russia "certamente del tutto inutile, che serve solo come una soluzione di facciata" in concomitanza con il secondo anniversario della guerra in Ucraina. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, presente al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Budapest ha bloccato finora l'approvazione del tredicesimo pacchetto di sanzioni Ue.  Silenzio sulla morte di Navalny, su cui non v'è stata alcuna reazione da parte del governo di Orban. 

Berlino convoca l'ambasciatore russo

   Il ministero tedesco degli Esteri ha comunicato di aver convocato oggi l'ambasciatore russo in merito alla morte di Alexei Navalny e la repressione delle proteste degli oppositori politici in Russia. Lo ha comunicato oggi a Berlino la portavoce del ministero tedesco degli Esteri, durante la conferenza stampa di governo. 

    "I procedimenti a sfondo politico contro Alexei Navalny e contro molti altri critici del governo russo" dimostrano la" brutalità con cui il sistema giudiziario russo agisce contro chi la pensa diversamente e i mezzi utilizzati dal presidente Putin per reprimere la libertà di espressione in Russia", ha detto la portavoce del ministero tedesco degli Esteri. "Condanniamo tutto questo con la massima fermezza e chiediamo espressamente il rilascio di tutte le persone imprigionate in Russia per motivi politici", ha aggiunto. Il governo tedesco ha inoltre invitato la Russia a indagare sulle circostanze della morte di Navalny e a rilasciare la salma alla famiglia, come ha sottolineato il portavoce del governo, Steffen Hebestreit. 

Lettonia e Lituania protestano formalmente per la morte del dissidente

   I ministeri degli Esteri della Lettonia e della Lituania hanno convocato oggi gli incaricati d'affari delle ambasciate della Federazione russa di Riga e Vilnius per esprimere la propria protesta per la morte di Alexei Navalny.

   Durante l'incontro, i rappresentanti dei ministeri degli Esteri dei due Paesi baltici hanno sottolineato la necessità di fare chiarezza sulle circostanze della morte di Navalny ed espresso la speranza che i responsabili della morte dell'oppositore russo vengano assicurati alla giustizia.

   Il ministero degli Esteri di Vilnius ha inoltre chiesto l'immediato rilascio di tutte le persone arrestate in Russia nei giorni scorsi per aver reso pubblicamente omaggio a Navalny. 

IL PODCAST - Quando Navalny disse all'ANSA, non mollerò mai

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