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Lavrov, nei negoziati rientri stop sanzioni - IL PUNTO ALLE 10.30

Kiev,'bombardate 2 scuole, spari su autobus che evacuano civili'

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov insiste: lo stop alle sanzioni contro Mosca deve rientrare nella trattativa per i negoziati di pace tra Mosca e Kiev. Una trattativa che definisce "difficile", ma che starebbe andando avanti. Il ministro informa, infatti, che, "al momento, le delegazioni russa e ucraina stanno discutendo in videoconferenza una bozza di un possibile trattato". Ma giorni fa, il presidente ucraino, Vlodomyr Zelensky, era stato abbastanza chiaro sul punto dicendo che le sanzioni anti-russe non avrebbero "potuto far parte dei negoziati". In attesa di capire se almeno sulla questione si potrà raggiungere un'intesa, l'Ucraina dichiara che da parte di Mosca ci sarebbe il tentativo di prendere il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Kiev ha informato, infatti, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) che Rosenergoatom (unità della compagnia nucleare statale russa Rosatom), avrebbe "inviato un gruppo di 8 specialisti nucleari alla centrale di Zaporizhzhia" che avrebbero "chiesto rapporti quotidiani sull'impianto e "questioni riservate" del suo funzionamento". I rapporti richiesti riguarderebbero anche "la gestione del combustibile nucleare, del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi". Intanto, il bollettino di guerra si aggrava di ora in ora.

Secondo il capo dell'amministrazione militare regionale Sergii Gaidai, ripreso da Ukrinform, "due scuole e 20 palazzi residenziali" sarebbero stati bombardati "dall'esercito russo nelle ultime 24 ore nella regione di Lugansk". E i Russi starebbero anche "prendendo d'assalto anche Rubizhne e Popasna", mentre "un mezzo della polizia che consegnava forniture mediche a un ospedale" sarebbe stato "centrato da colpi di mortaio a Severodonetsk". I soldati russi, secondo il sindaco della città, ripreso dal 'Kiyv Indipendent', avrebbero poi "sparato contro due autobus che stavano evacuando civili da Popasna, nella parte orientale di Lugansk".

L'esercito di Kiev, quindi, rivendica di aver "ucciso almeno 23.200 soldati russi dall'inizio dell'invasione" e di aver "abbattuto" solo ieri "10 velivoli russi". Il tutto, mentre continuano ad arrivare aiuti militari dai Paesi Nato. Secondo la Cnn, la Polonia avrebbe "inviato più di 200 carri armati 'T-72' in Ucraina nelle ultime settimane", oltre a "mezzi blindati, obici, droni, lanciarazzi multipli Grad e sistemi di difesa aerea portatili". Finora, da Varsavia sarebbero state date a Kiev "attrezzature militari per un valore di 1,6 miliardi di dollari", come confermato la settimana scorsa dal premier polacco Mateusz Morawiecki.

Intanto, è diventata attiva e raggiungibile dal sito del Dipartimento della Protezione Civile la piattaforma che consente ai profughi ucraini di "chiedere il contributo di sostentamento pari a 300 euro a persona al mese per adulto e un'integrazione di 150 euro al mese per ciascun minore di 18 anni al seguito".

Il contributo è destinato a chi ha presentato la "domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea rilasciato dalla Questura" e si trovi "in condizione di autonoma sistemazione, vale a dire presso parenti, amici o famiglie ospitanti per almeno 10 giorni nell'arco di un mese". 

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