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Coronavirus, le misure economiche adottate negli ultimi giorni

Covid-19 è diventata pandemia e in Italia ha causato più decessi che in Cina.

Le misure sanitarie adottate fin'ora prevedono sostanzialmente una decisa limitazione alle libertà personali dei cittadini, chiusure degli esercizi commerciali per limitare il contagio. Anche i reticenti più illustri come il primo ministro inglese Boris Johnson e il presidente americano Donald Trump hanno aperto gli occhi davanti alla portata della crisi  e di conseguenza iniziato a chiudere uffici e scuole.

L’economia reale e i mercati finanziari, come prevedibile, sono sotto pressione e nell’ultima settimana si sono susseguiti annunci di provvedimenti di stimolo monetario, aiuti economici e lo stanziamento di nuovi fondi.

Partiamo dalle Banche centrali. BCE, la più aspramente contesta per il primo provvedimento che prevedeva 120 miliardi di aiuti e un monito ai paesi ad agire singolarmente con responsabilità, cambia tono. Christine Lagarde carica il bazooka prevedendo acquisti per 750 miliardi di euro il così detto PEPP  'Pandemic Emergency Purchase Programme'.

La BCE ha inoltre esteso il proprio programma di acquisti nel settore corporate (CSPP), includendo anche i commercial paper non finanziari, vale a dire obbligazioni societarie a breve termine con scadenza inferiore a un anno. Ciò le consentirà di finanziare meglio le società che non vogliono indebitarsi per un periodo di tempo più lungo. Secondo Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders: “Nel complesso, il nuovo pacchetto da 750 miliardi di euro della BCE si avvicina decisamente di più all’ordine di grandezza necessario per sostenere la fiducia degli investitori. Va notato che il PEPP si va a sommare ai 120 miliardi di euro annunciati nell’ultimo incontro e agli acquisti già programmati nell’ambito dell’APP di 20 miliardi di euro al mese. In totale, il programma di quantitative easing passa così da 60 a 350 miliardi di euro a trimestre”.

La Bank of England ha annunciato nuove misure di emergenza in scia a un aumento dei rendimenti dei Gilt che ha provocato un inasprimento delle condizioni finanziarie. La BoE ha inoltre deciso di fare seguito al taglio dei tassi di riferimento dallo 0,75% allo 0,25% con un’ulteriore riduzione allo 0,1%. A ulteriore dimostrazione del livello di urgenza, la banca centrale ha anche annunciato che riprenderà il QE, inattivo dal 2016. L’Istituto ha promesso di aumentare gli acquisti di 200 miliardi di sterline per un totale di 645 miliardi di sterline in un arco di tempo non definito.

La Federal Reserve domenica 15 marzo ha annunciato il taglio dei tassi di interesse, rilanciando il QE e altre misure per combattere gli impatti economici del Coronavirus. Sonal Desai, CIO di Franklin Templeton Fixed Income, definisce la risposta della Fed "massiccia e ben realizzata poiché finalizzata ad aiutare le imprese a rimanere aperte e ridurranno il numero di licenziamenti. Le persone che, grazie alla Fed o al governo, mantengono il loro lavoro o hanno più denaro in tasca grazie alla politica fiscale, non andranno ancora al centro commerciale, ma faranno acquisti online, ordineranno cibo per la consegna a domicilio, non annulleranno i loro telefoni cellulari. Tutto ciò ha un effetto positivo sulla spesa odierna e durante il periodo di contagio”.

La Fed ha inoltre istituito accordi temporanei (almeno sei mesi) di liquidità in dollari USA ("swap lines") con 9 Banche centrali. Ovvero la Reserve Bank of Australia, il Banco Central do Brasil, la Danmarks Nationalbank (Danimarca), la Bank of Korea, il Banco de Mexico, le Norges Bank (Norvegia), Reserve Bank of New Zealand, Autorità monetaria di Singapore e Sveriges Riksbank (Svezia). 

 

Nel frattempo la Commissione europea risponde stanziando 25 miliardi di euro per le imprese, il lavoro e il sistema sanitario. La presidentessa Ursula Von Der Leyen si dice pronta ad adottare tutta la flessibilità di cui dispone per aiutare i paesi in difficoltà, in primis al momento l’Italia con 11 miliardi di fondi europei inutilizzati.

Il presidente americano Trump dopo aver dichiarato l’emergenza nazionale, essersi sottoposto al tampone con esito negativo, mette sul piatto 500 miliardi di dollari per due tranche separate di pagamenti agli americani nelle prossime settimane ed altri 300 miliardi di dollari per aiutare le PMI.

Le richieste al Congresso continueranno nei prossimi giorni mentre il presidente gioca una doppia partita, contro il Coronavirus e la sua personale corsa alle elezioni di novembre. 

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