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Bankitalia: Cipollone, crisi contante, serve euro digitale

La valuta digitale per contrastare i rischi delle criptovalute

(ANSA) - MILANO, 12 NOV - In una fase storica dove l'utilizzo del contante è diminuito dell'11% dal 2016 al 2019 nelle transazioni fisiche e dove il commercio digitale è cresciuto esponenzialmente, serve una risposta della Banca Centrale Europea per ritrovare la fiducia dei cittadini. A dirlo Piero Cipollone, Vice direttore generale della Banca d'Italia, che vede nell'euro digitale la possibile risposta. "Perché emettere un euro digitale che non è privo di rischi? Perché rappresenterebbe un efficace strumento di contrasto alla diffusione delle criptovalute che sono invece schemi di pagamento privati. La diminuzione dell'uso del contante porta dei problemi con sé. Se non esistesse la moneta pubblica, il contante, i possessori di moneta privata, cioè le criptovalute, sarebbero costantemente legati alle fluttuazioni e alle speculazioni" ha dichiarato Piero Cipollone al convegno "La digitalizzazione degli strumenti finanziari: opportunità e rischi" che si è tenuto nella sede di Milano della Banca d'Italia, in collaborazione con l'Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito. "La crescita delle tecnologie private, con l'aumento dell'utilizzo delle valute digitali in mano a imprese e multinazionali private, mette a rischio il valore delle monete nazionali. Di fronte a queste trasformazioni la Banca centrale deve fornire ai cittadini un sistema di pagamento nel mondo digitale che rappresenti quello che nel mondo fisico è il contante. Mantenere la sovranità monetaria, anche per tutelare il risparmio dei cittadini, passa da un'evoluzione digitale da parte della Banca centrale", ha continuato il Vice direttore generale della Banca d'Italia. "Per evitare, però, che le monete digitali messe sul mercato dalle Banche Centrali diventino un mezzo di speculazione, come oggi avviene per molti virtual asset, si sta valutando di prevedere limiti sulla quantità di euro digitale che un utente possa possedere o gestire, per evitare che diventi uno strumento di investimento, ma resti un mezzo di pagamento". (ANSA).
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