Recovery: Gentiloni, sul piano italiano c'è molto da fare

Bene che Governo abbia accentrato governance intorno a Mef

(ANSA) - ROMA, 02 MAR - Sul piano italiano per attingere al recovery fund "non possiamo dire di essere in ritardo ma certo non è una passeggiata completare" il lavoro. Lo ha detto il Commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, spiegando che "si sta lavorando con contatti continui fra gli uffici del governo e la Commissione europea" e che "il fatto che sia stato centralizzato sul Mef questo lavoro aiuterà la nostra attività in corso, anche se naturalmente il Mef lavorerà con con i ministeri per la Transizione ecologica e quello per l'Innovazione tecnologica e l'innovazione digitale, e tutti i ministeri".
    Inoltre il commissario ha aggiunto "alla Commissione europea stiamo discutendo, credo in modo molto unitario, dell'importanza di conservare una politica di bilancio espansiva e questo sostegno finché necessario, qualche giorno fa un documento della Bce che sottoscrivo spiegava che ora sarebbe più pericoloso ritirare il sostegno troppo presto, che non troppo tardi". Gentiloni ha poi osservato: "in quel 3-4% di crescita conteggiato per Italia per i prossimi due anni non si tiene conto del recovery plan" dunque la crescita potrebbe essere anche al di sopra di 3,5-4% che comunque è un livello di crescita enorme. Bisognerà naturalmente lavorare perché sia di qualità". (ANSA).
   

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