Bce, Lagarde: 'Tassi bassi e Qe finché necessario'

Quello principale resta fermo a 0, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%

La Banca centrale europea ha lasciato i tassi d'interesse invariati: il tasso principale resta fermo a 0, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. Lo comunica la Bce al termine della riunione di politica monetaria, la prima guidata da Christine Lagarde.

I tassi della Bce rimarranno ai livelli attuali, o più bassi, "finché le prospettive d'inflazione convergeranno robustamente" verso il 2%, e il Qe, ripreso a inizio novembre, continuerà finché necessario, ha detto la presidente Lagarde alla sua prima conferenza stampa ufficiale dopo il Consiglio direttivo. Le pressioni inflazionistiche, ha aggiunto, continuano ad essere deboli e così anche le dinamiche della crescita, anche se ci sono segnali di "una stabilizzazione del rallentamento della crescita".

La Bce ha "leggermente rivisto" al ribasso le stime di crescita per il 2020: 1,2% quest'anno, 1,1% il prossimo e 1,4% nel 2021 e 2022. Francoforte ha quindi confermato la stima d'inflazione dell'1,2% per quest'anno, rivedendola leggermente al rialzo all'1,1% per il 2020 e al ribasso a 1,4% nel 2021. La stima per il 2022 è +1,6%. "I governi che hanno spazio di bilancio - ha detto ancora la Lagarde - dovrebbero essere pronti ad agire in maniera efficace e tempestiva" per stimolare la crescita.

I temi trattati in conferenza si sono quindi allargati a 360 gradi. "Una 'Japanification'? Non credo affatto che siamo a questo punto, il credito alle imprese europee presenta un quadro completamente diverso da quello giapponese. Non credo affatto che una 'Japanification' sia fra le ipotesi sul tavolo", ha risposto la presidente a una domanda sul rischio, evocato da alcuni economisti, di una spirale di deflazione e bassa crescita come quella del 'decennio perduto' giapponese.

Quindi,  sulla vicenda dei dazi, "i rischi al ribasso sono meno pronunciati, non scommetterei su come andrà la fase uno del negoziato Usa-Cina, ma sta andando in una direzione migliore rispetto a qualche mese fa". Anche sulla Brexit, la Lagarde ha detto di guardare al voto di oggi come un appuntamento in grado di "fornire un po' più di chiarezza".

Sul dibattito italiano riguardante il meccanismo europeo di stabilità, "l'idea che il Mes prenda di mira uno specifico Paese, a mio parere, è totalmente errata". E se questo strumento fosse stato disponibile all'inizio della crisi greca "l'avremmo risolta in modo molto più spedito. Non possiamo riscrivere la storia, ma avere regole, clausole di azione collettiva (i Cacs, ndr) fatte per evitare i comportamenti di creditori tossici, va a beneficio di qualsiasi Paese che si trovi in difficoltà".

E ancora: le aperture arrivate dall'Italia a proposito di ridurre la concentrazione di titoli di Stato nazionali nei portafogli delle banche "è un grosso passo avanti, e qualsiasi passo avanti in quest'area è una buona notizia".

Infine, sulle definizioni giornalistiche nei confronti del suo ruolo, "non sono una colomba, né un falco: la mia ambizione è essere un gufo, che è dotato di saggezza".

Sull'onda dell'intervento della Lagarde, i mercati europei, affondati stamani dai dati Usa sulla disoccupazione, riducono il calo: Londra guadagna lo 0,32%, Milano lo 0,1%, Madrid lo 0,05%; ancora in rosso, invece, Parigi e Francoforte (-0,26%).

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