Jack Jaselli, Torno a casa a piedi

Un cammino di 800 km sulla via Francigena alla scoperta di sé

 JACK JASELLI, TORNO A CASA A PIEDI. 800 CHILOMETRI SULLA VIA FRANCIGENA ALLA RICERCA DELL'ESSENZIALE (De Agostini, pp.288, 16 euro). "Ecco, noi siamo una nave alata, un mondo in movimento quando camminiamo. Siamo il veicolo e il mondo che esso trasporta. Ognuno di noi è un popolo intero di idee, incontri, speranze e sogni, e allo stesso tempo la carovana che conduce questo popolo, lasciando la sua traccia sul suolo e sulla vita. Ci fermiamo e sbarchiamo a seminare qualcosa di noi raccogliendo in cambio nutrimento e linfa vitale a ogni tappa". Uno zaino spazioso, una piccola chitarra e un bastone di legno, accettando il rischio di conoscersi di più e magari anche di cambiare: con questo bagaglio è partito il cantautore Jack Jaselli per il suo cammino da Milano a Roma, un'esperienza umana prima ancora che fisica raccontata nel libro "Torno a casa a piedi", edito da De Agostini (in libreria dal 27 aprile).
    Jaselli, che nel 2019 è partito dalla sua casa milanese in direzione Pavia per poi percorrere da lì la via Francigena fino alla Capitale, ha abbinato al suo viaggio anche la musica, organizzando 15 mini concerti live improvvisati lungo tutte le 34 tappe del percorso. Nel libro, il racconto del suo cammino ecologico e spirituale di 40 giorni, fatto di incontri, vecchi e nuovi compagni di strada, natura, e, appunto, musica, non solo la sua ma anche quella ascoltata nelle cuffiette km dopo km (dal quark code presente sul libro è possibile scaricare la playlist con le canzoni citate nelle pagine accanto a 4 suoi brani inediti). Proprio in questi mesi di pandemia in cui un minuscolo virus ci ha dimostrato che no, non abbiamo nessuna verità in tasca, che siamo vulnerabili e che l'esserci scontrati "senza preavviso" con la paura ha fatto crollare ogni nostra certezza, il libro di Jaselli assume a tutti gli effetti la fisionomia di una lunga storia da raccontare, per farci coraggio e tornare a sperare. Il messaggio del cantautore ci riporta alla concretezza dell'essenziale: la nostra mente può essere un rifugio accogliente nei tempi più bui, perché proprio nella mente possiamo ritrovare noi stessi, comprendere quanto la lentezza sia illuminante per conoscersi e quanto la condivisione con gli altri sia vitale. Senza dimenticare poi l'importanza di riflettere sul significato dell'ascolto, degli abbracci, dei sorrisi, del confronto. In particolare, Jaselli sottolinea che il viaggio a piedi, lento per definizione, permette a chi lo intraprende di allenarsi - non tanto nel fisico, quanto nell'anima - ad accogliere l'incertezza e l'imprevisto, abbandonando ogni idea preconcetta: "la lentezza dà talmente spazio alla concretezza del reale che le nostre strutture mentali fittizie non reggono il test dei passi", scrive l'autore. L'invito è dunque quello di partire - non importa se vicino o lontano - e farsi guidare dai piedi e dal cuore, per poi, finalmente, lasciar spazio a se stessi. (ANSA).
   

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