I dubbi di Graham Greene 30 anni dopo

Esce bella e monumentale biografia dello scrittore ed ex spia

RICHARD GREENE, 'ROULETTE RUSSA - LA VITA E IL TEMPO DI GRAHAM GREENE' (SELLERIO, PP. 872 - 24.00 EURO - TRADUZIONE DI CHIARA RIZZUTO).
    Tra i libri di Graham Greene editi da Sellerio (Una pistola in vendita - Il fattore umano - Un treno per Istanbul - Il console onorario) che sta meritoriamente ripubblicandone tutta l'opera dello scrittore cattolico inglese, a trent'anni dalla morte, avvenuta il 3 aprile 1991 e nato nel 1904, già agente segreto di Sua maestà britannica, non c'è ancora 'Il potere la gloria', che fu al centro di una curiosa vicenda tra il 1954 e il 1965 che lo fece soffrire e riflettere sulla sua posizione religiosa, e di cui naturalmente troviamo la ricostruzione in un capitolo di questa articolata, monumentale e minuziosa ma ben scritta biografia (con un indice dei nomi di oltre 40 pagine) che gli ha dedicato Richard Greene, omonimo non parente, docente di letteratura all'università di Toronto.
    Il 9 aprile 1954 lo scrittore di gialli di grande finezza che hanno sempre quindi oltrepassato i confini del genere, fu convocato dall'arcivescovo di Westminster che gli annunciava come quel romanzo fosse stato denunciato al Sant'Uffizio per essere messo all'Indice per la sua capacità ''di disorientare le persone non illuminate, che sono la maggioranza dei lettori''.
    Protagonista di 'Il potere e la gloria' è un sacerdote, che, durante le persecuzioni religiose nel Messico fine anni 30, ha dubbi e paure fisiche e metafisiche con gran senso di colpa che annega nell'alcol. In questa biografia si ricostruisce tutta la vicenda nei suoi molti particolari e chiaroscuri che inquietarono l'autore, il quale su suggerimento di un ecclesiastico inviò una copia del romanzo a Monsignor Montini, che espresse il suo parere positivo all'inquisitore ''che capì che non stava giocando una buona carta'' e lasciò perdere la cosa. Montini divenne poi Papa Paolo VI e incontrò, su sua richiesta, Greene nel luglio 1965, confidandogli di aver letto vari suoi romanzi oltre quello, a proposito del quale gli disse: ''Certe parti del suo racconto non possono non offendere alcuni cattolici, ma lei non dovrebbe dare alcuna importanza a questo''. E il suo biografo annota che da allora ''Greene divenne più incline a scrivere del dubbio come contraltare della fede: una questione che senza dubbio aveva sperimentato di persona, ma aveva in qualche modo evitato nei suoi libri'', sino allora.
    Del resto è il dubbio e il tormento della fede sono una costante (dal 1951 per almeno trent'anni non si avvicinò più alla confessione e comunione), come viene fuori da queste pagine, dell'esistenza, complicata, inquieta, avventurosa di questo scrittore, che spesso racconta di sacerdoti con rispetto, ma rivelandone le debolezze umane. Ecco allora il giornalista, l'editore, lo sceneggiatore e lo scrittore con la genesi, le origini dei suoi tanti romanzi, a cominciare dal più amato, 'Il console onorario', ma anche la sua sofferta gioventù e l'insofferenza che lo porterà a viaggiare e mettersi più volte in pericolo, in Africa come in Vietnam, divenendo poi agente del servizio segreto inglese M16 durante la guerra e che abbandona alla viglia dello sbarco in Normandia, sempre in dubbio su da che parte stare e perché amico della celebre spia doppiogiochista per l'Urss Kim Philby. Intellettuale pubblico, difensore dei diritti umani e amico di Castro (cui confessa le sue tentazioni per il suicidio e di aver giocato più volte alla roulette russa con una pistola con un colpo in canna) e dei combattenti sudamericani per la libertà, è nel privato uomo dai mille tradimenti sentimentali, marito che non poteva e voleva divorziare dalla moglie, pur essendo compagno per decenni di un'altra donna. Insomma, il che rende coinvolgente questa biografia, uomo finissimo, colto, artista della scrittura e creatore di trame in cui esalta e reinventa la realtà, e uomo ossessionato dal problema dell'identità, nella vita e nei romanzi, frutto e specchio dei suoi problemi, dei suoi dubbi, delle sue tante contraddizioni. (ANSA).
   

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