La doppia faccia dell'Adorazione

Alice Urciuolo parla del suo primo romanzo e del femminicidio

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 25 NOV - ALICE URCIUOLO, ADORAZIONE (EDIZIONI 66THAND2ND, PP 337, EURO 18). Esplora le dinamiche delle relazioni amorose, gli stereotipi del rapporto uomo-donna e arriva dritta alle due facce dell''Adorazione', a cui ha dedicato il suo primo romanzo, Alice Urciuolo, sceneggiatrice e scrittrice, tra le autrici della serie di successo Skam Italia.
    La giovane Elena è stata uccisa "per troppo amore" da Enrico, il suo fidanzato, a Pontinia, nell'Agro Pontino e tutti i suoi amici dovranno fare i conti con quello che è successo, che segnerà il loro percorso di crescita. Enrico ha ucciso Elena perchè lei lo voleva lasciare, ma ci sono altre piccoli e sotterranei comportamenti che rispondono ai meccanismi di sopraffazione e che riguardano tutti i personaggi del romanzo.
    "Le relazioni tossiche, tutto il male di cui parlo in Adorazione hanno gli stessi germi che hanno portato alla morte di Elena e la base è la cultura patriarcale che vede la donna in uno stato di subordinazione. Una cultura che tutti noi, come i personaggi del romanzo, hanno respirato, conosciuto, introiettato. Si sono fatti molti passi avanti, ma è necessario inquadrare la violenza e il femminicidio come un problema culturale. E se ne deve parlare in questi termini altrimenti il messaggio non arriva. E mi auguro che a sempre più persone possano arrivare le parole giuste" dice all'ANSA la Urciuolo, 26 anni, che è nata e cresciuta nel paesino di Priverno, in provincia di Latina, e dopo il liceo si è trasferita a Roma, dove vive.
    "La cultura del possesso è l'opposto dell'amore e per secoli le donne sono state per gli uomini un bene da possedere. Le radici che la cultura patriarcale ha messo nelle nostre coscienze sono profonde e non riguardano solo la provincia, ma tutta la società. Anche persone molto colte e istruite fanno fatica a togliersi un certo tipo di retorica e idee. Si fa fatica ad accettare che una donna possa decidere per se stessa, ancora oggi" sottolinea la Urciuolo che ha scritto buona parte di 'Adorazione', pubblicato dalla casa editrice 66thand2nd, durante il lockdown.
    "Grazie a Internet e ai social oggi circola molta più informazione però sovvertire uno schema di comportamento consolidato nel corso dei secoli è molto difficile e il lavoro che va fatto è enorme per dare un'educazione sentimentale diversa. Quando ero adolescente e facevo il liceo non si parlava di femminicidio, parità di genere. Poi sono entrati nel dibattito culturale. La situazione è migliorata ma il lavoro da fare è ancora tanto" spiega la scrittrice.
    Il personaggio di Elena si ispira al femminicidio di una ragazza di 16 anni uccisa dallo zio, accaduto nel paese della scrittrice quando lei aveva sette anni. "Era un fatto gigantesco per un piccolo paese di provincia che scosse tutta la comunità, ma se ne parlava a mezza bocca, non veniva affrontata la questione ed è rimasta una ferita aperta nel mio paese. Ho ripensato a questa ragazza perchè mentre scrivevo il romanzo mi sono resa conto che c'erano molte affinità con quello che volevo raccontare, le relazioni tra uomini e donne, i rapporti familiari" dice la Urciuolo.
    "L'adorazione può essere un sentimento di cura, devozione e una fonte di amore ma può anche degenerare in ossessione e volontà di possesso che, nei peggiori dei casi può portare alla morte. All'interno del romanzo tutte le relazioni vivono questa dicotomia" dice l'autrice. E' il caso di Vanessa che è amata, venerata, accudita da tutti, genitori e fidanzato, ma ad un certo punto si rende conto che tutta questa enorme attenzione di cui gode è una gabbia per lei. O di Giorgio che pensa di non avere mai fatto del male a nessuno e poi si rende conto che non è così.
    L'unico personaggio reale di 'Adorazione' è la provincia ed è stata la conoscenza del territorio a consentire alla Urciuolo di dare vita a tutti i personaggi che voleva fossero il più realistici possibile. "Volevo raccontare quel pezzetto di umanità in quel momento e posto, dove anche le architetture non ti permettono di dimenticare il fascismo, e riflettere su tante cose ed eredità culturali che ci pesano sulle spalle. I ragazzi e le ragazze li mettono in discussione nel romanzo pur non avendo gli strumenti per farlo. Si rendono conto dei modelli di donna e uomo che hanno ricevuto e cercano di trovare una strada nuova per loro" racconta la Urciuolo che sta scrivendo nuove serie per piattaforme internazionali e ha già in mente il suo secondo romanzo dopo la buona accoglienza di Adorazione che potrebbe diventare una storia per il cinema o una serie tv.
    "Avevo paura, mi chiedevo: 'si capiranno le cose che mi hanno spinto a scriverlo?' 'Le mie intenzioni saranno chiare?'. Mi sembra sia accaduto e sono felice" dice l'autrice che, come nella prima ondata della pandemia sta a casa scrivere , ma nei prossimi anni dovremmo fare i conti con le conseguenze emotive di tutto questo. E nei prossimi libri "ci potrebbe essere un personaggio che parla di quello che è successo nel lockdown".
    (ANSA).
   

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