Mari, Radice Quadrata è il mio Franti

Esce nuovo romanzo su nativi digitali con alle spalle 'Cuore'

ALESSANDRO MARI, L'ANONIMA FINE DI RADICE QUADRATA (BOMPIANI, PP 315, EURO 18).

Sofia, 16 anni, nativa digitale, redattrice di un blog in cui racconta la scuola senza pietà, e Radice Quadrata, nerd grafomane che vive in un mondo di silenzi. La storia della loro distanza e del loro avvicinamento che in fondo salva entrambi, viene raccontata da Alessandro Mari nel suo nuovo romanzo, 'L'anonima fine di Radice Quadrata' che rievoca il libro 'Cuore' di De Amicis, in libreria il 26 febbraio per Bompiani.

    "Mi piaceva immaginare qual è e se esiste la differenza tra la mia generazione e quella nuova. Ci si interroga da tempo sui nuovi nativi digitali. La definizione più azzeccata, più pop, la ha data Alessandro Baricco parlando di intelligenza orizzontale e verticale. Una delle due è destinata a morire?" dice all'ANSA Alessandro Mari, 35 anni, l'autore di 'Troppa umana speranza', con cui ha vinto nel 2011 il Premio Viareggio-Repaci, del romanzo digitale 'Banduna' e de 'Gli alberi hanno il tuo nome'.

    Attraverso questa ragazza e questo ragazzo è come se Mari volesse dire che tutto sommato "la frattura tra intelligenza orizzontale e verticale può essere superata dall'empatia. Che da un conflitto originario può nascere un'alleanza" e non a caso nella dedica d'apertura lo scrittore cita David Foster Wallace: "Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco".

    "Sofia sa molte cose ma di tutto sa poco e si annoia presto.
    Nuota in superficie. Radice Quadrata sa poche cose ma di quelle poche moltissimo. Nuota solo in apnea e non si muove lungo la spiaggia" spiega Mari. In fondo Radice Quadrata è "il mio Franti, con la faccia tosta e trista. Il Franti che Umberto Eco ha trasformato nel vero eroe di 'Cuore', il cui sorriso poteva mettere a nudo i valori veri. Mentre oggi l'ironia è fine a se stessa e il riso è diventato lo strumento dei media, del potere e della politica. Sofia non capisce cosa fa Radice Quadrata e perché ma questo genera in lei curiosità" sottolinea lo scrittore. E da qui il romanzo diventa una sorta di giallo che vede Sofia pedinare il suo compagno per capire cosa ha in testa.

    Tutto prende il via quando arriva a scuola un supplente, l'Orrido Sortino, che chiede ai ragazzi di scrivere a coppie un racconto su un eroe spiegando perché è da considerarsi tale.
    Sofia e Radice Quadrata ci lavorano insieme e da qui nasce l'interesse della ragazza per il suo compagno. "Lo chiamano l'Orrido ma in realtà è una figura positiva" sottolinea Mari. I genitori più che assenti non sono riconosciuti dai ragazzi come modelli. Non a caso Sofia sente nostalgia per il nonno che divideva il mondo in due, gli amici e i nemici. "I ragazzi non capiscono quali siano i valori fondamentali nella vita dei genitori e dell'intera società" sottolinea Mari e aggiunge: "è una società che si misura sulla prestazione individuale, che ti forma come se tu dovessi prepararti contro gli altri".

    Finché arriva una grossa tragedia nella quale Sofia riconoscerà in lui qualcosa di eroico. "Radice Quadrata incarna qualcosa del vecchio mondo ma anche qualcosa che Sofia può portare nel nuovo mondo" dice Mari che ha sempre scritto di ragazzi ma a differenza degli altri libri, questo è meno letterario, più dialogato, con voce narrante in prima persona.

    "Volevo parlare direttamente ai ragazzi. Costruire una lingua vicina a loro" spiega e aggiunge che non gli dispiacerebbe se 'L'anonima fine di Radice Quadrata' diventasse un film. "E' un libro molto visivo. Ci vorrebbe un regista che sapesse interpretare la parte finale con cartoni animati".   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA




Modifica consenso Cookie