Lacci, 30 anni di macerie da matrimonio secondo Luchetti

Il film con Lo Cascio e Alba Rohrwacher arriva su Chili

 Che la famiglia sia lo scenario perfetto per ambientare il più inaspettato degli inferni non è una novità, basta aver frequentato anche solo per poco autori del Nord Europa come Strindberg, Ibsen e il cinema di Bergman.
    LACCI di Daniele Luchetti, tratto dall'omonimo romanzo di Domenico Starnone (Einaudi), già film di apertura di Venezia 77 e ora in streaming su Chili dal 13 gennaio dopo un passaggio in sala spezzato dalle nuove misure anti Covid, racconta questo inferno partendo bene già dal titolo: 'lacci' sono infatti quelli che legano le persone (e nelle scarpe, i piedi) e limitano le loro libertà senza neppure che se ne accorgano troppo.
    Siamo a Napoli negli anni Ottanta e la vita coniugale di Vanda (Alba Rohrwacher), insegnante precaria, e Aldo (Luigi Lo Cascio), conduttore radiofonico Rai, sembra essere perfetta: due figli (Anna e Sandro) e un'esistenza felice. Vanda, madre affidabile e pronta a tutto per amore dei figli, Aldo padre buono che si preoccupa di leggere le fiabe ai bambini prima di dormire. Tutto cambia quando una sera Aldo confessa alla moglie di essersi innamorato di una collega, Lidia (Linda Caridi) e Vanda, senza starci troppo a pensare, lo caccia di casa sperando in un suo ripensamento . Ma Aldo va avanti per la sua strada. Da qui udienze, tentativi di suicidio, ricatti morali e non, e figli vittime spaventate. Di fatto come si vede in questo film, costruito su significativi scarti temporali mitigati da un ottimo montaggio, la coppia trenta anni dopo è ancora insieme (Silvio Orlando e Laura Morante).
    Una coppia che vive tra le macerie della loro personale guerra che ha annientato ogni vero sentimento compreso quello dei figli (Adriano Giannini e Giovanna Mezzogiorno), cresciuti tra rancori e insicurezze.
    Scena clou del film, quella della casa della coppia a soqquadro dopo un furto con i ladri che hanno lasciato in bella vista, chiaramente senza volere, alcuni segreti di Aldo e Vanda che raccontano le ceneri di un fuoco ormai spento senza possibilità di essere ravvivato. «Quando ho letto per la prima volta Lacci - dice Luchetti nelle sue note di regia - ho trovato domande che mi riguardavano e personaggi nei quali era difficile non identificarsi. Attraverso una storia familiare che dura trent'anni, due generazioni, legami che somigliano più al filo spinato che a lacci amorosi, si esce con una domanda: hai permesso alla tua vita di farsi governare dall'amore? Lacci - continua il regista - è un film sulle forze segrete che ci legano. Non è solo l'amore ad unire le persone, ma anche ciò che resta quando l'amore non c'è più. Si può stare assieme per rancore, nella vergogna, nel disonore, nel folle tentativo di tener fede alla parola data. Lacci - conclude - racconta i danni che l'amore causa quando ci fa improvvisamente cambiare strada e quelli - peggiori - di quando smette di accompagnarci» (ANSA).
   

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