Cartoons on the Bay: Genovesi, animazione isola felice

A Torino tanti ospiti da Ocelot a Plympton e Sokal

Il cartone animato non è fatto solo per i bambini ma anche per gli adulti, se solo si considera la sua vera natura, quella di essere un vero e proprio linguaggio.
Ne è convinto Roberto Genovesi, direttore per il decimo anno consecutivo di Cartoons on The Bay che è in corso a Torino fino a sabato, ma che già mercoledì sera ha offerto nella pre apertura una prima grande anteprima con il film "Il ragazzo che diventerà re" di Joe Cornish con Patrick Stewart. Il festival dell'animazione cross-mediale e della tv dei ragazzi, promosso da Rai e organizzato da Rai Com in collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e Fip Film Investimenti Piemonte, animerà il capoluogo piemontese fino al 13 aprile.

Con l'ANSA Genovesi fa il bilancio di questo decennio al timone della manifestazione e ricorda i numerosissimi artisti ospitati: "Sono stati davvero tantissimi. C'è una differenza tra gli artisti famosi e quelli che poi sono risultati più simpatici e aperti con il pubblico. Se devo fare un nome, quello che ritengo il mio maggior successo è aver portato in Italia Don Bluth. Un'altra figura davvero eccezionale che ho imparato a conoscere prima come artista geniale e poi come amico è Bruno Bozzetto con cui condivido anche le abitudini vegetariane. Poi c'è Guido Manuli, ma anche Michel Ocelot (il papà di Kirikù e la strega Karabà) che ospitiamo quest'anno e che ho conosciuto a Roma ed è una figura eccezionale. Diciamo - continua - che quello dell'animazione è un mondo davvero particolare, direi che è una sorta di isola felice rispetto a quello che c'è intorno, costituito da persone particolarmente sensibili perché parlano ai bambini e raccontano attraverso i cartoni animati, è anche un modo per allontanarsi dal mondo tradizionale e rifugiarsi in un mondo migliore e alternativo".

    "L'anno più importante - spiega Genovesi - è sempre il primo, perché è quello in cui ti metti alla prova e vedi se sai fare almeno lo stesso di chi ti ha preceduto. Io in realtà ho preso un festival che aveva già 13 anni e un appeal internazionale importante, il precedente direttore Alfio Bastiancich mi ha lasciato un'eredità importante. Negli anni a seguire cambi ciò che pensi debba essere cambiato e la Rai in questo è sempre stata disponibilissima. Devo dire che è un festival in crescita continua e ogni anno siamo riusciti a fare meglio e speriamo di farlo anche in questa edizione. Arriverà il punto in cui dovrò andarmene per evitare brutte figure rispetto alle edizioni precedenti" spiega ridendo.

    "La mia linea guida aggiunge - è sempre quella di raccontare come si sta evolvendo e trasformando lo scenario dei linguaggi e dell'animazione e far dialogare il cartone animato, che è un contenuto ma anche un linguaggio, con gli altri media (live action, fumetto, videogioco e soprattutto social negli ultimi anni). E' cambiato anche il modo dei bambini e dei ragazzi che sono il nostro target di fruire di questo mondo: non è più 'frontale', perché il ragazzino che aspetta davanti al televisore le 5 per guardare il tale cartone animato è ormai residuale. Ormai parliamo di isole multimediali che si muovono e dobbiamo rincorrere attraverso una serie di device e lo dobbiamo fare non solo con i contenuti, ma anche con i metodi di realizzazione di questi contenuti (quindi timing delle puntate, con uso di un certo tipo di grafica)".

    Sul nostro paese il direttore conclude: "In Italia siamo più avanti con la fantasia, la creatività e il background culturale. Dagli altri dovremmo imparare la bravura nelle nuove tecnologie, nei nuovi mezzi di comunicazione, nei social. Sarebbe davvero strepitoso se riuscissimo a mettere tutto insieme un po' come in guerre stellari... E Cartoons on the Bay serve a questo: per studiare la situazione e se possibile anticipare i tempi".

    Tra le cose da non perdere Genovesi segnala la masterclass di Bill Plympton (uno dei maestri dell'animazione indipendente americana, che ha promesso che realizzerà un disegno per ogni partecipante), l'anteprima del bellissimo Dilili a Parigi di Ocelot, la retrospettiva Marvel, le mostre dedicate a Disney e a Dragonero, l'eclettico Benoit Sokal padre della trilogia di videogiochi Syberia e infine il premio realizzato in modo davvero sostenibile con un polimero di mais ("Potremmo mangiarlo!" scherza Genovesi). "Ma questo è un elenco davvero troppo parziale - conclude Genovesi - ed è meglio venire all'ombra delle Mole e vivere Cartoons on the Bay di persona".   

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