Bufera a Broadway, lascia Scott Rudin

Il super-produttore accusato di bullismo

 Bufera su Broadway mentre i teatri della "lunga strada bianca" cominciano a pensare alla riapertura dopo la lunga pausa dettata dal Covid: Scott Rudin, uno dei piu' potenti produttori ha fatto mea culpa e annunciato l'intenzione di "farsi da parte" dopo esser stato messo alla gogna dall'"Hollywood Reporter" per "anni di bullismo" che in almeno in una occasione ha mandato un sottoposto in ospedale. Vasi di cristallo, una teiera, una cucitrice scagliati attraverso la stanza, un laptop sbattuto contro una finestra: volavano non solo insulti, ma il primo oggetto che capitava tra le mani nell'ufficio di Rudin e una volta il produttore, in un accesso di rabbia, ha schiacciato la mano di un assistente sotto il monitor di un computer. Secondo l'"Hollywood Reporter", il clima di terrore tra i collaboratori di Rudin era stranoto da anni tra gli addetti ai lavori, ma nessuno osava aprir bocca per timore di peggiori ritorsioni. Rudin ha al suo attivo produzioni di grande successo a Broadway, da "Book of Mormon" a Hello Dolly!", "The History Boys", "Doubt", "The Goat", "Who Is Sylvia?", "Copenhagen" e Passion, ed e' uno dei pochi vip nel mondo dello spettacolo conosciuti come "Egot", in quanto vincitori di premi Emmy, Grammy, Oscar e Tony: celebre per le buone relazioni con vip sia del teatro che del cinema che gli permettevano di mettere in piedi produzioni ad alto contenuto di star sia a Broadway che a Hollywood. Dietro tutto questo pero' c'era una personalita' aggressiva al limite della violenza. "Si e' scritto molto delle mie difficili relazioni con colleghi e mi dispiace profondamente per le sofferenze che posso aver provocato direttamente o indirettamente", ha mandato a dire Rudin in una dichiarazione inviata nel fine settimana al "Washington Post" in cui annuncia l'intenzione "un passo dietro" dalle produzioni attualmente in piedi: tra queste l'atteso revival di "Music Man" con Hugh Jackman e Sutton Foster che dovrebbe partire con le preview alla vigilia di Natale. "L'unico sviluppo positivo e' quello che e' successo", ha detto la Foster che, riporta l'"Hollywood Reporter", aveva fatto sapere privatamente alla produzione che avrebbe lasciato lo show se Rudin fosse rimasto al suo posto. Se pero' a Broadway alcune voci di condanna si sono levate una volta venute a galla le accuse, Hollywood e' rimasta in quasi totale silenzio sui comportamenti dell'uomo che ha portato sul grande schermo film come "Clueless", "The Social Network" e "No Country for Old Men". Tra le poche voci a esprimere disgusto per il comportamento del produttore c'e' stato Anthony Rapp, la star di "Rent" e uno degli accusatori che hanno messo Kevin Spacey nei guai con accuse di molestie sessuali quando era ancora adolescente.

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