Max Gazzè, un disco suonato come ai vecchi tempi

Esce La Matematica dei Rami con Magical Mistery Band e Silvestri

"La matematica dei rami è il frutto di un lungo e appassionante lavoro insieme alla Magical Mystery Band": Max Gazzè presenta così il suo nuovo progetto discografico, in uscita domani per Virgin Records/Universal Music.
Un disco, che arriva dopo la partecipazione all'ultimo festival di Sanremo e dopo le sperimentazioni tra sintetizzatori e orchestra di Alchemaya, nato e cresciuto in mesi di condivisione con i musicisti della MMB (ovvero Daniele Silvestri - amici da sempre e con alle spalle già il progetto con anche Niccolò Fabi del 2013 -, Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti, Duilio Galioto, Daniele Fiaschi e Daniele "il Mafio" Tortora che hanno prodotto l'album con lo stesso Gazzè e lo hanno anche accompagnato sul palco dell'Ariston nella serata dei duetti) nel Terminal2Studio a Roma, lo storico studio di registrazione di Gianluca Vaccaro, ripreso in mano dal progetto della Magical Mystery Band che gli ha ridato una vita artistica e sarà un prossimo polo di produzione e registrazione. Con l'ambizione, dal punto di vista del suono, di unire il vintage della presa live alle nuove tecnologie.
Il titolo prende spunto da un verso di una delle canzoni (Figlia, cantata con Silvestri), "ma è anche un bellissimo studio di Leonardo - spiega Gazzè - in cui lo scienziato analizza l'equilibrio solo apparentemente caotico dei rami che invece permettono all'albero di crescere e resistere alle intemperie. Ma i rami siamo anche noi, ci siamo ramificati uno all'altro. C'è stata una bella alchimia, perché gli incastri dell'anima sono alchemici".
Un lavoro collettivo, partito a dicembre scorso, strumenti in mano, nato in un momento in cui il mondo era costretto alla distanza. Mesi intensi tra live set e live recording 'alla vecchia maniera' - come dice lo stesso Max - con la voglia, e la necessità, di stare insieme. Un disco di musica suonata, costruito tra suoni vintage e nuove tecnologie, tra pop, rock e una buona dose di elettronica, dove l'approccio cantautorale ed esistenziale di Gazzè si è integrato ed amalgamato alla ricerca di suoni ed arrangiamenti tipici della collaudata band. "Ma arriverà un momento in cui le nostre strade torneranno a dividersi", avverte l'artista, che però lascia aperta la porta a qualche possibile data live insieme.
La mano di Gazzè (e di suo fratello) nella scrittura si sente, con testi arguti e profondi che affondano la lama spesso nel sociale per parlare di crescita ("Un'altra adolescenza"), disturbi emotivi ("Il vero amore"), solitudine ("Le casalinghe di Shanghai"), amore nelle sue varie declinazioni ("Figlia", "Attraverso"), riflessioni su se stessi ("Autoanalisi", "Animale Guida") o sulla vita ("Considerando"), sull'oggi ("Il Farmacista", presentata al Festival). A completare il quadro anche "Del Mondo", il brano dei CSI scelto per la serata delle cover a Sanremo che celebra la collaborazione di Max con la band a inizio carriera (è la prima volta che una cover trova spazio in un disco del cantautore). Ancora sorprendentemente attuale a distanza di 27 anni dalla sua uscita. "Sono molto legato a questo brano, per me è un emblema e un vessillo, anche di quello che stiamo vivendo oggi".
"Fare musica insieme era ancora più importante ora - sottolinea Daniele Silvestri -, oltre che un privilegio. Anche una risposta alla pandemia che ci ha rinchiusi nelle nostre stanze. La tecnologia invoglia a fare da soli, ma se la musica diventa solo quello non è bene".
Gazzè e Silvestri colgono anche l'occasione per mandare un messaggio forte alla politica, in favore del settore degli spettacoli dal vivo: "Non c'è più tempo, siamo stufi, bisogna tornare a lavorare, prima che il settore muoia. Bisogna agire".
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA




        Modifica consenso Cookie