Max Gazzè, che bello poter dire "prego, maestro"

Cantautore apre live alla Cavea a Roma davanti a mille persone

Dopo mesi di silenzio, in una calda serata romana, l'incantesimo è rotto e la musica è tornata a riempire gli spazi, le emozioni, l'aria da respirare. A Max Gazzè l'onere e l'onore di ripartire la sera del 3 luglio con gli spettacoli dal vivo, in una Cavea dell'Auditorium Parco della Musica a Roma che ha dovuto rinunciare ai suoi 4mila e passa posti per riadattarsi ai mille permessi dalle norme anti-Covid con la manifestazione Auditorium Reloaded in cartellone per tutta l'estate.
    E così, dopo il controllo della temperatura all'ingresso e le mascherine indossate fino al momento di sedersi, con un posto occupato ogni tre, quella magia chiamata musica è finalmente tornata a risuonare dopo i mesi di stop e di lockdown.
    "Che bello poter tornare a dire 'prego, maestro", dice il cantautore romano, testimonial senza volerlo di una ripartenza complicata ma significativa. Lui che quest'estate non aveva date in programma, ma che ha rimandato la lavorazione del prossimo disco per dare un segnale di speranza e "dignità a chi è fermo e non ha avuto la giusta attenzione da parte del governo: i lavoratori dello spettacolo". Per questo niente scenografie complicate, ma organico al completo. E proprio una rappresentanza delle migliaia di persone che lavorano dietro le quinte, è salita sul palco, in apertura di concerto, a rivendicare "uguali diritti e uguali doveri". "La situazione è drammatica. Tutto questo avviene nel silenzio della ministra del Lavoro e del governo, che rilancia il suo impegno per la cultura ma ignora la nostra esistenza", spiegano alcuni nello spazio che Gazzè ha voluto affidare loro. "C'è bisogno di maggior tutela e considerazione", li sostiene il cantautore.
    Un concerto di due ore, semplice ma di forte impatto emotivo, tra brani immancabili in scaletta come Cara Valentina, Il Timido Ubriaco o Sotto casa e canzoni ripescate dal passato e poco o mai eseguite nei concerti come Gli anni senza un Dio o La cosa più importante. "E' un regalo reciproco tra me e il pubblico. Ed è un ripartire da uno, piuttosto che un rimanere a zero. Un ritorno alla normalità e non a una nuova normalità fatta di bavagli e distanziamento sociale". Un distanziamento che non ha fermato il pubblico dal cantare e dal ballare, per riannodare i fili strappati a febbraio.
    La chiusura non poteva che essere affidata a un brano su tutti: Una musica può fare. "...salvarti dal precipizio: in questo momento non c'è metafora migliore - dice convinto Gazzè -. La musica non si è mai fermata. Cerchiamo di mettere da parte quello che è successo e avere una visione più ottimistica per il futuro".
    A rendere possibile il ritorno alla musica è stata anche la caparbietà di Francesco Barbaro, fondatore dell'agenzia di live OTR, alla quale appartiene Gazzè, che andando controcorrente, ha detto no allo stop totale. "Ci abbiamo provato, nei limiti concessi dalle norme, e abbiamo avuto ragione - afferma il manager che nel suo roster conta tra gli altri anche Daniele Silvestri, Diodato, Alex Britti, tutti coinvolti in live estivi -. Siamo tornati a fare il nostro lavoro e altri ci stanno seguendo, ma non è stato facile. Le multinazionali e le grandi società di eventi hanno remato contro e hanno provato a metterci i bastoni tra le ruote. Ma non avevo dubbi che ce l'avremmo fatta, è una grande emozione. Ma senza gli artisti che si sono resi disponibili anche con il taglio dei loro cachet, tutto ciò non sarebbe stato possibile". Gazzè replica stasera e domani a Roma. Poi in programma altre date in giro per l'Italia. (ANSA).
   

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