Arminio, "oggi più che mai c'è bisogno di poesia"

Su Amazon e Ibs spopola 'La cura dello sguardo'

Oggi più che mai c'è "un bisogno enorme di poesia" e Franco Arminio gli ha dato voce riuscendo a parlare a tutti. Poeta, paesologo, artista di serate sempre esaurite, è diventato un fenomeno letterario unico e sorprendente. Il suo ultimo libro, 'La cura dello sguardo. Nuova farmacia poetica', uscito il 22 luglio per Bompiani, è in questi giorni il libro di poesia più venduto su Amazon e anche su Ibs è al vertice della classifica dei più venduti di poesia e letteratura.

Un risultato che lascia stupito anche l'autore che lo ha segnalato su Facebook. "'La cura dello sguardo' non è un libro facile. E' irregolare, di prosa con poesie, parla di morte, di dolore. Vuol dire che c'è un pubblico al quale interessano i poeti non canonici. Un lettore si compra un libro e ne parla se lo convince molto. I miei libri sono molto regalati" dice all'ANSA Arminio che è sempre in movimento. "Tutti in Italia si lamentano perché la poesia non vende, ma bisognerebbe approfondire. E' singolare che su Amazon, che lavora in tutto il mondo, 'La cura dello sguardo' sia al primo posto dei bestseller di poesia. Sarebbe interessante trovare i dati su quanto si legge la poesia nel mondo. I miei libri hanno vendite fuori quota rispetto alla poesia la cui tiratura media in Italia è sulle mille copie. 'Cedi la strada agli alberi' del 2017 ha venduto 40 mila copie e continua a vendere. 'L'infinito senza farci caso' del 2019 è oltre le 10 mila copie. E 'La cura dello sguardo' il giorno dopo l'uscita ha avuto la prima ristampa. Una settimana dopo la seconda e si parla di una quarta a fine agosto. Non ho i dati ma saremo sulle 10 mila copie" spiega Arminio che è autore di 40 libri, 25 di prosa, ma è esploso come fenomeno negli ultimi anni con la poesia. Molto si deve anche alle serate in cui incontra il pubblico in tutta Italia. "Le prenotazioni sono sempre superiori ai posti disponibili, in media 150-200. Si è creata una situazione simile a quella dei concerti. La poesia è come un lievito di comunità provvisoria. Faccio una sorta di rito, cantiamo insieme, racconto i miei problemi. Cerco di creare una relazione, questo è l'elemento più importante" afferma Arminio che ha circa 300 mila follower sui suoi siti, ma non è uno scrittore della rete.

I suoi incontri sono "una sorta di festa. C'è un clima depressivo intorno alla letteratura. Si è rassegnati alla mestizia. Bisogna scuotersi e andare incontro al pubblico. Per me la poesia è mestiere e mistero. Offre un ingrandimento per guardarsi dentro. La politica è crollata, la religione non è tanto quotata e si apre una crepa. Le persone stanno male e vanno a vedere cosa ha da dire la poesia. Noi siamo fatti di materia e sogni. Perché non usare la letteratura come terapia? La parola può essere un farmaco e anche un veleno, perché ti può ferire" dice. "Mi è capitato di trovarmi a fare degli incontri prima di un politico e c'erano 200 persone per me e meno della metà per chi veniva dopo. Vent'anni fa non sarebbe mai successo. Le persone sono stanche di parole inerti, che annoiano, non dicono nulla. La poesia scuote" dice il poeta paesologo.

Dedicato ai morti senza funerali con una decina di pezzi scritti durante il Covid 19, 'La cura dello sguardo' parla molto di quello che è accaduto durante la pandemia. C'è un brano in cui Arminio immagina che ci sia un 'Vitavirus' che fa resuscitare le persone morte e questo crea un allarme spaventoso. "Durante il lockdown ho parlato con tante persone per consolarle. Ho ricevuto tante chiamate. Una donna di Bergamo mi ha detto: 'qui non si muore, si sparisce'. Ho scritto, fatto dirette, ho sperato che l'Italia tornasse in campo con un altro gioco. Per ora non sembra così, però vediamo. Non dobbiamo tornare alla normalità, ma discutere su quale strada prendere. Dobbiamo dare spazio all'economia, ma anche ad altro. L'Italia è più attrezzata per questo: può essere una nazione moderna ma anche antica. Il sud mitico, il nord più operoso. Già cercare di far incontrare queste due parti sarebbe una bella cosa" spiega Arminio che è consigliere del ministro Provenzano per il Sud sul ripopolamento. "A me interessa l'Italia, i Paesi, è una sorta di militanza la mia. Non ho interessi carrieristici. Scrivo per riavvicinare. Sono una creatura polimorfa che mette insieme tante cose ed è questo che funziona. Ho fatto anche un film con Davide Ferrario di cui ho scritto il soggetto e sono protagonista. Non amo molto la fiction, per questo non scrivo romanzi. O poesia, o luoghi" dice Arminio che spera con il suo successo che "non è una bolla mediatica" di "aprire una strada per dare fiducia a chi ha voglia di confrontarsi con il mondo".

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