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Libri: L'Ecomuseo singolare e plurale di Hugues de Varine

Pubblicato in italiano il volume del 'padre' degli ecomusei

(di Alberto Rochira) (ANSA) - UDINE, 19 FEB - HUGUES DE VARINE, L'ECOMUSEO SINGOLARE E PLURALE (UTOPIE CONCRETE pp. 255, EURO 30,00) "Ho inventato la parola 'ecomuseo' per caso. Mille altri le hanno dato un contenuto, o meglio più contenuti, ogni volta diversi".
    E' l'esordio della presentazione che Hugues de Varine, autore considerato il "padre" degli ecomusei e dei musei comunitari, già direttore del Consiglio Internazionale dei Musei (ICOM), propone all'inizio del volume "L'ecomuseo singolare e plurale", di recente tradotto e appena uscito nella versione italiana per i tipi di Utopie Concrete, la cooperativa culturale che nel 2000 ha avviato con il Comune di Gemona del Friuli (Udine) il processo partecipativo finalizzato alla realizzazione dell'Ecomuseo delle Acque del Gemonese.
    Curato da Maurizio Tondolo, responsabile dello stesso Ecomuseo delle Acque, con la prefazione di Daniele Jalla, la traduzione di Paola Boccalatte, le illustrazioni di Marisa Plos, il libro è, insieme, una testimonianza, un racconto dei viaggi e la storia di un'esperienza di vita, quella dell'ispiratore della Nuova Museologia, un movimento che punta allo sviluppo culturale, sociale ed economico dei territori attraverso il coinvolgimento delle comunità locali. Ed è anche un manuale, scrive Jalla nella prefazione, "un testo di servizio", ricco di "riflessioni teoriche e raccomandazioni pratiche", offerto a chi già lavora o si appresta a lavorare nell'ambito ecomuseale.
    Patrocinato da Icom Italia e dal Coordinamento nazionale degli ecomusei, il volume è un utile strumento perché, aggiunge Jalla, "il mondo dei musei ha bisogno di essere contaminato dalle pratiche e dalle idee degli ecomusei". L'autore dedica un'ampia sezione del libro alla storia, partendo dai pionieri degli ecomusei, tra i quali Mario Vasquez Ruvalcaba (1923-2020), Pablo Toucet, John Kinard (1936-1989), per poi affrontare il ruolo dell'ecomuseo nel "movimento fondamentale" della Nuova Museologia, e quindi soffermarsi sulle pratiche ecomuseali nazionali in diverse parti del mondo. A completare il quadro è un viaggio negli ecomusei italiani, articolato in cinque tappe (montagna, pianura, città, mondo rurale, miniera e industria) e declinato in cinque temi (patrimonio, paesaggio, gusto, microeconomia e turismo). Dopo aver dedicato un ampio capitolo ai 'Patrimoni e comunità" in Brasile, Paese che "è attualmente uno dei leader della Nuova Museologia", con i suoi musei comunitari, del territorio e della popolazione, l'autore spiega come "l'ecomuseologia debba adattarsi a tre pilastri, territorio, comunità e patrimonio, e rispettarne il processo", insistendo su temi centrali come " partecipazione, mediazione, concertazione e codecisione". Il volume si chiude con una riflessione sul futuro degli ecomusei. Anticipando il "manifesto" finale degli ecomusei italiani, proposto in appendice all'opera, De Varine profetizza che "l'ecomuseo deve agire ed essere visibile, resistere e cooperare, e far sì che il patrimonio sia vissuto come un capitale comune". (ANSA).
   

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