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I libri per la Giornata Mondiale del Turismo

Che anche senza la pandemia sarebbe dovuto cambiare...

Il 27 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Turismo. Il tema scelto per quest'anno è "il turismo per la crescita inclusiva": l'idea che ne è alla base è che, con la ripartenza che seguirà alle difficoltà causate dalla pandemia, non bisognerà concentrarsi solamente sulla ripresa, ma assicurarsi che questa interessi tutti i lavoratori del settore e che non dimentichi le piccole realtà che ne fanno parte.

La celebrazione di questa giornata, istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1979, assume inevitabilmente una prospettiva diversa dopo due anni in cui il turismo ha sofferto particolarmente a causa dell'emergenza sanitaria. Ma ancora prima che questa scoppiasse, alcune contraddizioni del turismo così come commercialmente viene inteso erano diventate un argomento cruciale per il settore, che necessitava di essere ripensato in una chiave che rivalutasse il sito turistico non come un luogo da sfruttare, ma come un luogo da valorizzare, conservare e proteggere.

Queste riflessioni, anche grazie alla crescente attenzioni alla salvaguardia dell’ambiente, hanno da tempo portato alla nascita di nuovi stili di turismo, che oltre a proteggere i siti - artificiali o naturali che siano - non mancano di interrogarsi sul benessere delle persone che lo abitano. Un turismo slow, che va al di là della foto o del souvenir da conquistare, ma che si pone con atteggiamento di scoperta e rispetto per i luoghi e le persone.

In occasione di questa ricorrenza, vediamo alcuni libri pubblicati di recente che, in modi diversi tra loro, si occupano di delineare la prospettiva di un turismo diverso, più attento e consapevole, e in linea con i tempi che stiamo affrontando.

Esiste un turismo sostenibile? Questa è la domanda che si pone Sarah Gainsforth in Oltre il turismo (Eris edizioni, a cura di Rachele Cinerari). Gainsforth racconta come l’avvento del turismo di massa sia stato spesso deleterio per gli itinerari più frequentati: a rappresentare l'altra faccia della medaglia troviamo inquinamento, perdita dei locali commerciali storici e degli abitanti meno abbienti, paesaggio deturpato da infrastrutture turistiche. La conseguenza è che un luogo troppo turistico finisca per cambiare velocemente, perdendo così proprio le caratteristiche per cui veniva visitato. È per questo che è necessario ripensare il modo di fare turismo sia da chi lo offre che da chi lo pratica, affinché questo non rappresenti più un pericolo per il territorio e le persone che lo abitano, ma continui invece esserne solo una risorsa.

Passiamo quindi dalla teoria alla pratica: cosa vuol dire per un viaggiatore praticare turismo in modo davvero ecosostenibile? Lo spiegano Chiara Grasso e Christian Lenzi, etologa e biologo naturalista, in Viaggia green nella natura. Guida pratica al turismo ecosostenibile in tutta sicurezza (Sonda). Si tratta di un approccio che va al di là del lasciare pulito il luogo che si visita, e che va sin dalla preparazione della valigia fino al rapporto con gli animali del posto. Si tratta di una vera e propria guida, che comprende anche degli esempi di itinerari in Europa per diversi tipi di viaggiatori (in solitaria, con amici o con famiglia) e che non dimentica di considerare l'importanza dell'emergenza sanitaria in corso sia per chi viaggia e sia per chi accoglie i viaggiatori.

Se il vero turismo è quello che va al di là dei cliché, e che porta a esplorare i luoghi come un vero abitante del posto, ecco che per chi vuole avere un assaggio veritiero di Milano, la guida di Conoscounposto (scritto da Caterina Zanzi con il team della redazione, illustrato da Sara Gorini ed edito da Magazzini Salani), che raccoglie oltre 500 indirizzi per mangiare, bere, divertirsi, comprare oppure semplicemente fermarsi a guardare, è la scelta giusta. Anche perché, il turismo di chi ha voglia di lasciarsi sorprendere non si pratica solamente in mete lontane, ma anche scoprendo quell’angolo di città vicino casa che nella frenesia della vita di tutti i giorni non si aveva mai notato. Un guida con sezioni dedicate anche per chi cerca la sostenibilità: non mancano, per esempio, le sezioni dedicate a dove mangiare veg e a dove acquistare usato.

Per chi vorrebbe applicare questa stessa idea di viaggio a tutta la penisola, approfittando delle brevi distanze per scoprire gli scorci d’Italia meno scontati e conosciuti, c’è la guida di Lonely Planet Italia in 52 weekend. Cinquantadue weekend, proprio come quelli che raccoglie un anno solare: si tratta infatti di luoghi che idealmente potrebbero rappresentare i piani per l'anno che viene di tutti gli esploratori che aspettano in fine settimana per mettersi in viaggio. Si tratta di proposte che permettono di conoscere le regioni d'Italia proprio come chi le vive, tramite gli itinerari più insoliti a pochi chilometri da casa propria o un po' più in là, alla scoperta delle declinazioni territoriali dei tre punti cardine che fanno dell'Italia uno dei paesi più belli del mondo: natura, arte e tradizioni.

La scelta di viaggiare più lentamente è una mentalità a tutto tondo, che prende in considerazione molti aspetti del viaggio, ma che non dimentica l'accezione letterale dell'espressione. Per questa ragione negli ultimi anni si stanno diffondendo la passione per i viaggi da condurre a piedi o in bicicletta. Sono molti oggi a scegliere di scoprire nuovi scorci tramite il cicloturismo, che unisce lo sport e lo spirito green alla possibilità di godersi i paesaggi che si attraversano. Mariateresa Montaruli, giornalista, interprete e autrice del blog Ladra di biciclette, nel suo Ho voluto la bicicletta (Vallardi) racconta come è nata la sua passione per questo mezzo di trasporto, che l’ha portata a viaggiare in tutta l’Italia e anche all’estero. Non è casuale inoltre la declinazione al femminile del nome del suo blog: anche nel libro spazio è proprio dedicato a il rapporto tra donna e bicicletta, spesso dimenticato o sottovalutato. Un testo che racconta la storia di una passione, ma che è anche guida e narrazione degli itinerari più belli percorsi dall’autrice.

Un turismo diverso non può che passare anche da un nuovo modo di raccontare i luoghi, gli spazi e le persone che li abitano. Un racconto al di là degli stereotipi è quello che per esempio porta avanti la collana The Passenger, di Iperborea, che parla di paesi e città turistiche, nella loro complessità, attraverso le voci di reporter e scrittori esperti o nativi del luogo. Una collana che ha già concentrato l'attenzione su paesi diversissimi tra di loro, come per esempio Islanda, Giappone e Portogallo, che si è occupata di città come Parigi, Roma e Berlino, e che si è anche avventurata in un'incursione nello Spazio. In uscita troviamo l’approfondimento su Napoli, che mostra sotto una prospettiva lontana da quella della guida turistica luoghi, passioni, storia, cultura e problematiche da risolvere.

Arriviamo infine ad affrontare il turismo tramite due discipline che permettono di interrogarsi sulla natura di un fenomeno, e che fanno sì che questo si possa conoscere, comprendere, e infine cambiare. Arriviamo quindi alla storia e alla filosofia del viaggio con i volumi La moda della vacanza (1860-1939), scritto da Alessandro Martini e Maurizio Francesconi (Einaudi), e Filosofia del viaggio di Michel Onfray (Ponte alle Grazie, traduzione di Luigi Toni). Il primo, attraverso un racconto delle mode di viaggio tra ottocento e novecento, dipinge un quadro delle premesse che hanno poi dato vita al turismo così come lo abbiamo conosciuto agli albori del 21esimo secolo. Una storia che ci fa conoscere lo sviluppo degli schemi di turismo (eventi in città, sci in montagna, stabilimenti balneari sulle coste, ed esplorazioni dei luoghi esotici) che sono poi diventati gli standard della vacanza.

E se con il primo testo potremmo trovare una risposta al come e al quando abbiamo viaggiato, con il testo del filosofo Onfray cerchiamo di dare una risposta al perché. Una domanda che ha senso soprattutto in un mondo in cui la tecnologia ci permette di "vedere" in pochi istanti luoghi lontanissimi da noi attraverso migliaia di foto e video presenti online, e in cui quasi tutti gli itinerari sono già stati percorsi e documentati prima del nostro arrivo. L'autore in questo testo cerca

quindi di capire che cosa sia veramente il viaggio, e come sia possibile riappropriarsi dello stesso spirito di meraviglia che ha fatto sì che quest'abitudine umana nascesse e si sviluppasse tra uomini di tempi e culture molto diverse tra loro.

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