Pepper, Guida alla scena del crimine

Metodi e procedure del CSI, con contributo ex ispettore Pecora

IAN K. PEPPER, con i testi di Carmelo Pecora, GUIDA ALLA SCENA DEL CRIMINE. METODI E PROCEDURE (Odoya, p.288, 20 euro. Traduzione di Annarita Guarnieri)

Gli occhi come primo fondamentale strumento di lavoro, perché una attenta osservazione è imprescindibile. Poi la capacità di ragionare fuori dagli schemi unita a un buon intuito. Infine, la tenacia di restare sempre aggiornati con le nuove tecnologie e il senso di responsabilità per evitare di inquinare le prove dotandosi di tutti gli indumenti di protezione, tra guanti, tute da infilare sopra gli abiti e copriscarpe. A spiegare quanto non sia di certo un mestiere facile quello del Crime Scene Investigator (il famoso CSI mitizzato dalle serie tv), è Ian K. Pepper, autore di "Guida alla scena del crimine", in libreria con Odoya dal 28 gennaio. Da vero esperto della materia, Pepper (che ha analizzato più di 9000 scene del crimine negli UK, ha fatto parte del Fingerprints Bureau e ha formato − tra università e conferenze − decine di nuovi agenti) propone un manuale perfetto per investigatori alle prime armi, per chi sogna di intraprendere questa carriera o per semplici appassionati. Ricco di informazioni e consigli anche pratici, corredato da fotografie, schemi, moduli, spiegazioni dettagliatissime, il libro presenta anche il prezioso contributo di Carmelo Pecora, ex ispettore capo della scientifica di Forlì e autore di diversi saggi e romanzi: un duplice punto di vista che permette un continuo confronto tra il contesto anglosassone e quello italiano, per rilevarne le diversità e le analogie nel modus operandi investigativo. Inoltre, il lettore troverà anche una ricostruzione storica di come si sono formati i vari corpi delle forze armate e le metodologie investigative adottate, dalle prime scoperte scientifiche all'uso massiccio delle nuove tecnologie, e il racconto di casi di cronaca emblematici.

Il libro offre l'analisi di diversi scenari, dai crimini violenti ai furti, dal terrorismo agli incidenti stradali, approfondendo vari elementi, come la tracceologia forense (fibre, vetro, capelli o peli, vernice e terriccio), le impronte digitali e quelle di scarpe, attrezzi, guanti e pneumatici, il DNA e i fluidi corporei, le armi da fuoco. Di certo, per un bravo investigatore l'approccio alla scena del crimine - avendo in dotazione la "valigetta del sopralluogo" e l'attrezzatura videofotografica - deve essere corretto: non sono ammessi errori se si vuole garantire un imbustamento delle prove senza errore, il rilevamento esatto delle impronte, la ricostruzione coerente della dinamica del delitto (riportando quanti più dettagli possibile). In questo modo l'indagine - un vero e proprio lavoro di squadra che coinvolge anche altre figure cruciali, come il medico anatomopatologo e i tecnici di laboratorio - sarà condotta nel migliore dei modi. Se in un certo senso questo volume "demolisce" l'immagine idealizzata del CSI che film e serie tv del genere crime restituiscono in favore di una più autentica, il libro ha il merito di dare un quadro davvero esaustivo di un'attività delicata e cruciale per la sicurezza della collettività. 

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