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Milo Manara, 'il mio Nome della Rosa a fumetti'

Milo Manara, 'il mio Nome della Rosa a fumetti'

Al Comicon con la sua versione del capolavoro di Umberto Eco

NAPOLI, 03 maggio 2023, 16:43

di Francesco Tedesco

ANSACheck

Milo Manara al Comicon - RIPRODUZIONE RISERVATA

Milo Manara al Comicon - RIPRODUZIONE RISERVATA
Milo Manara al Comicon - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Il fascino del medioevo narrato da Eco non è gotico, non è quello scritto da Bram Stoker o da Mary Shelley, non è sulla cupezza. È invece su un'era affascinate, divertente e luminosa, divorata dalla fantasia febbrile e febbricitante, un delirio fantastico". Così Milo Manara presenta per la prima volta al Comicon di Napoli il suo nuovo libro di fumetti Il nome della rosa, prima parte, che esce il 2 maggio e ripercorre il romanzo di Umberto Eco, partendo proprio nelle prime pagine con il volto dello scrittore che descrive le sue ricerche prima della scrittura del romanzo

. "Il libro - ha detto Manara, che ha incontrato il grande pubblico di Comicon a Napoli per illustrare il volume - mi è stato proposto dal collega Igort che ha ricevuto dai figli di Eco la volontà di vedere trasposta in fumetto la ricerca di loro padre. Ho accettato per il mondo molto affascinante, amo la possibilità del fumetto di raccontare la storia, di dare l'idea visiva dei vari periodi e infatti ho lavorato sulla storia della Francia, sulla storia dell'Italia, di Caravaggio". Una storia che descrive dal mondo dei monaci il medioevo che Manara narra dopo essercisi immerso: "Partiamo dai piccoli disegni - spiega - che erano usati per decorare i manoscritti degli amanuensi e vediamo come fantasia e realtà sono realmente compenetrati, sono difficili da distinguere. Poi c'è la fede. Nel medioevo si credeva fortemente, si era disposti a sacrifici fisici e c'era la severità con cui venivano giudicati gli eretici. Ma era anche il tempo delle cattedrali, l'erezione di montagne meravigliose per la fede, intorno alle quali si costruivano città, perché erano cantieri enormi che duravano anni". Passi di trasformazione della società che hanno portato a un nuovo rinascimento europeo, passi anche difficili che oggi Manara vede da fare in altri Paesi dall'Iran all'Afganistan, per tratti anche in India con forti legami tra religione, società e leggi: "Da un lato - spiega - credo che sia salutare la contestazione di un progresso che sta mostrando tutti i suoi limiti, a partire dai cambamenti climatici. Un richiamo alla sobrietà delle origini potrebbe essere anche salutare, ma noi in Europa abbiamo fatto un percorso per separare la religione dalla politica, mentre in certi luoghi questo percorso non è stato ancora fatto. Noi eravamo tutti come Charlie Ebdo e un professore è stato ucciso per aver parlato ai ragazzi della rivista francese. Dovunque è ora di scindere le opinioni di ciascuno dalla legittimità di esporre la propria idea, questo è uno dei risultati delle conquiste nel nostro percorso di civiltà, quindi va bene mettere in discussione parti del progresso, ma c'è una condanna totale della censura".

E leggendo il fumetto di Manara spicca subito il volto del protagonista che nel film è Sean Connery e invece nelle sue pagine è Marlon Brando: "Nella celeberrima versione cinematografica del Nome della Rosa - spiega Manara - Sean Connery è una figura potente visivamente ed è ormai penetrata profondamente nel nostro immaginario, quando pensi a Guglielmo pensi a Sean Connery. Per me è stato un ostacolo e allora ho pensato a un'altra personalità penetrante nel nostro immaginario, che avesse la potenza positiva e corrispondesse anche alla descrizione di Eco di Guglielmo di Baskerville: mi è venuto così in mente il nome di Marlon Brando, spero che la sua potenza possa sostituire, almeno nel tempo della lettura, la figura di Connery. Nella trasposizione ho annche usato una narrativa di tipo felliniano, con il ragazzo che ricorda in un libro di memoria la propria gioventù che però con gli anni si deforma nella nostra mente".

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