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Antonello Capurso, La piuma del Ghetto

La storia di Leone Èfrati, ebreo, campione pugilato e partigiano

(ANSA) - ROMA, 25 GEN - ANTONELLO CAPURSO, LA PIUMA DEL GHETTO. Leone Èfrati, dalla gloria al campo di sterminio (Gallucci, pp.304, 14.50 euro). Ebreo, marito, padre, campione di pugilato e partigiano: è stata una vita di coraggio, generosità e determinazione quella vissuta da Leone Èfrati e oggi raccontata da Antonello Capurso nel libro "La piuma del Ghetto", in uscita con Gallucci per il Giorno della Memoria.
    Capurso, che ha ricostruito la vicenda di Èfrati in anni di ricerche documentarie e interviste (e a lui ha dedicato uno spettacolo teatrale prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah), ne racconta la biografia, svelandone la passione sportiva e la dedizione alla famiglia. Giovane promessa del pugilato italiano, Èfrati nel 1938 arrivò a un passo dal titolo mondiale negli Stati Uniti, ma fu dimenticato in Italia perché cancellato dagli annuari sportivi fascisti e dai giornali in quanto ebreo. Deportato ad Auschwitz, dopo essere tornato a Roma per stare vicino alla famiglia negli anni delle leggi razziali, fu costretto dagli aguzzini del lager a combattere con pugili molto più pesanti di lui e fu ucciso per aver cercato di difendere il fratello. Una storia tragica, chiusa però con un lampo, seppur troppo tardivo, di giustizia: al processo del 1947 la testimonianza del figlio di Leone, di soli sette anni, consentì infatti di condannare i cacciatori di ebrei che avevano fatto arrestare il padre. (ANSA).
   

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