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Addio a Ginsborg, storico inglese con l'Italia nel cuore

Animatore girotondi, era presidente emerito Libertà e giustizia

(ANSA) - FIRENZE, 11 MAG -

E' scomparso a 75 anni a Firenze, città dove viveva con la famiglia, Paul Anthony Ginsborg, storico inglese naturalizzato italiano, noto anche come uno degli animatori dei girotondi del 2002 e del Laboratorio fiorentino per la partecipazione e la democrazia, oltre a essere presidente emerito dell'associazione Libertà e giustizia (LeG). Si era innamorato dell'Italia, diventando uno dei massimi esperti della sua storia, per poi unire all'impegno accademico anche quello civile, proprio per difendere il Belpaese. Tanto da mobilitarsi nei confronti del governo Berlusconi per le sue "leggi vergogna, in particolare sulla giustizia", ricorda l'ex senatore Iv Francesco Pardi, amico per oltre 30 anni di Ginsborg e animatore con lui della 'stagione dei girotondi' e delle manifestazioni dei professori a Firenze. "Il culmine del nostro movimento fu la manifestazione con cui riempimmo piazza San Giovanni a Roma - sottolinea -. Alla fine le leggi vergogna Berlusconi non è riuscito a farle passare come voleva lui per tutta una serie di opposizioni e contrarietà. Alla fine gli abbiamo 'tagliato le unghie'". Nato a Londra nel 1945, già professore all'Università di Cambridge, dove è stato docente per 15 anni prima di trasferirsi in Italia, Ginsborg ha insegnato Storia dell'Europa contemporanea a Lettere a Firenze. Aveva anche diretto la Scuola politica di Siena di LeG. Tra le sue tante pubblicazioni: 'Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica 1943-1988', 'L'Italia del tempo presente. Famiglia, società civile Stato. 1980-1996'. Nel 2003 ha pubblicato 'Berlusconi. Ambizioni patrimoniali in una democrazia mediatica', poi 'Il tempo di cambiare', 'La democrazia che non c'è', e ancora 'Salviamo l'Italia', 'Famiglia Novecento' e 'Passioni e politica' con Sergio Labate. In città, ricorda l'Ateneo fiorentino, era solito dividersi tra la sede universitaria di via San Gallo e la Biblioteca Nazionale dove conduceva le sue ricerche. A Firenze ha insegnato fino al 2015. Chi ha conosciuto Paul Ginsborg, sottolinea LeG, lo ricorderà "pungente, curioso, sorridente, mite ma sempre in grado di esprimere le proprie ragioni con radicalità e fermezza. La sua è un'eredità di cui aver cura: non dimenticare di tenere insieme passione e lucidità, e rispondere alla crisi della democrazia con uno sforzo disinteressato e pieno di amore per il nostro paese e l'Europa". All'impegno accademico, osserva LeG, ha "sempre unito una passione civile. Dalla deriva del berlusconismo alla trasformazione della classe media italiana fino alla crisi della democrazia, Ginsborg ha in questi decenni cercato di contribuire a un'opera di resistenza rispetto al declino avanzante. Il suo sguardo critico nei confronti di ciò che accadeva era sempre accompagnato dall'amore profondo per la bellezza dell'Italia e dall'impegno per cercare i modi più opportuni per salvare questa bellezza dal degrado". "Se ne va un amico e un maestro", dice Tomaso Montanari, rettore dell'Università per stranieri di Siena e ex presidente LeG, "il ventennio berlusconiano, l'assalto renziano alla Costituzione, la deriva dei decreti sicurezza di Salvini hanno avuto in Paul un critico agguerrito, incalzante e ironico".

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