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Kasia Smutniak, io madre imperfetta in un fanta-horror

L'attrice protagonista di Pantafa di Emanuele Scaringi al TFF

Mistero, tradizioni popolari, horror e una patologia, la paralisi ipnagogica: mescolando il tutto si arriva al fanta-horror PANTAFA di Emanuele Scaringi con Kasia Smutniak nei panni di una madre problematica in un film prodotto da Fandango con Rai Cinema e distribuito dalla stessa Fandango. Presentato al 40º Torino Film Festival nella sezione Crazies (dedicata al cinema horror e fantastico), PANTAFA racconta la storia di Marta (Smutniak), una donna che insieme alla figlia Nina (Greta Santi) si trasferisce in un piccolo paese di montagna dal nome poco rassicurante di Malanotte.

Il fatto è che la bambina manifesta disturbi del sonno, le cosiddette paralisi ipnagogiche, che spesso la portano ad avere allucinazioni e la madre spera che lontano dal caos della città la piccola Nina riesca a riposare senza problemi, ma non sarà affatto così. Per Marta e Nina ci sarà infatti l'incontro 'ravvicinato' con la Pantafa, strega abruzzese nota per rapire i bambini. Un incontro vero e proprio o solo la patologia della ragazzina mescolata alla sua fantasia? "In questo film sono una madre imperfetta che ha paura, paura per quello che sta accadendo alla figlia e anche di più, che si possa spezzare il rapporto atavico con lei che, crescendo, diventa sempre più indipendente - dice all'ANSA Smutniak -. Con il film PANTAFA - continua - c'è anche l'opportunità di raccontare il fenomeno delle crisi ipnagogiche di cui soffre l'otto per cento della popolazione mondiale e di cui si parla davvero poco". C'è stata una Pantafa anche nell'infanzia della Smutniak? "Certo, anche in Polonia ci sono figure simili. In tutte le parti del mondo, per esorcizzare la paura - dice -, raccontiamo storie ai nostri figli che si basano sul terrore".

Come sceglie i film da interpretare? "Mi piace in genere affrontare qualcosa che non conosco, mettermi alla prova come è stato, ad esempio, in PERFETTI SCONOSCIUTI. Mi stimola quello che non ho mai fatto, anche se mi fa paura". Il destino della sala? "Secondo me diventerà sempre più un evento, come andare a teatro, ma la sala non morirà certo, perché condividere con altri le passioni è qualcosa di impagabile". Dice, infine, il regista Emanuele Scarinzi (La profezia dell'armadillo): "La figura di Pantafa, come il ballo della Pupazza, esistono davvero in Abruzzo, fanno parte della tradizione agricola popolare di cui parlano anche i libri di Ernesto De Martino. Il fatto è che, a differenza degli Stati Uniti, noi sfruttiamo poco le nostre tradizioni, i nostri mostri, non ne parliamo mai". Nel cast del film, scritto da Tiziana Triana, Vanessa Picciarelli ed Emanuele Scaringi, anche Mario Sgueglia, Betti Pedrazzi, Mauro Marino, Giuseppe Cederna e con Francesco Colella.

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