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Pennacchi, in L'amor fuggente la libertà di essere se stessi

Film di Lomma sul set. Poi su Rai1 con La fortuna di Laura

Un uomo "che ha abbracciato se stesso, molto risolto sulla propria identità, e su chi ama". Così Andrea Pennacchi descrive all'ANSA Didier, il personaggio che interpreta nella commedia romantica L'amor fuggente dell'esordiente Davide Lomma, sul set a Roma. Una storia incentrata sul 'terremoto' nel rapporto fra la pragmatica Mia (Caterina Shulha) e il più esuberante Fil (Lorenzo Adorni) e sulle dinamiche intorno alla coppia come quella fra il padre di lei, Antonio (Emanuele Vezzoli) che ha accettato la sua omosessualità ed è andato a vivere con l'uomo che ama, Didier.
    "La nostra storia d'amore è la più tradizionale di tutte, è molto monogama, centrata sulla fedeltà e la vita insieme" aggiunge Pennacchi in una pausa dopo uno photoshoot per il film (prodotto da Play Entertainment e A.B. Film). Per l''attore regista e drammaturgo, tanto versatile quanto amante delle sfide, reduce dal successo della seconda stagione di Petra con Paola Cortellesi su Sky e Tutto chiede salvezza, la serie di Netflix diretta da Francesco Bruni tratta dall'omonimo romanzo autobiografico di Daniele Mencarelli, è solo uno dei nuovi progetti. A dicembre sarà su Rai1a fianco di Lucrezia Lante della Rovere nel film tv 'La fortuna di Laura'; ha fra i film pronti Le mie ragazze di carta di Luca Lucini; continua punteggiare con i suoi monologhi Propaganda Live su La7 ed è appena tornato in libreria con Shakespeare and me (edito da People) "nel quale parlo di quanto l'incontro con le opere di Shakespeare mi abbiano cambiato la vita". A L'amor fuggente ha detto sì perché "ho trovato ci fosse una grande freschezza dentro, non è superficiale, ne' si fa avvelenare dal clima in cui viviamo, anzi va a centrarsi sul racconto dell'amore nelle diverse declinazioni". In un momento storico nel quale sul tema dei diritti civili non si è proprio sereni, "in questa storia si respira una grande aria di libertà. Ciò non significa licenza di fare tutto quello che si vuole, ma libertà di essere ciò che si è e seguire la propria natura". Un messaggio non scontato in una fase storica nella quale "sento tanto, intorno a me gente arrabbiata, meno disposta ad ascoltare gli altri e ad amare. E' una perdita per tutti: chi è arrabbiato è prigioniero di qualcosa,. Anch'io da giovane lo ero molto; all'inizio hai la sensazione che ti stati sfogando mai poi ti rendi conto che la rabbia si nutre di te, cresce e basta. Si deve uscire da quel circolo vizioso". Quello in L'amor fuggente "è il primo personaggio omosessuale che interpreto" e pur essendo un ruolo di contorno " non c'è niente di macchiettistico, ha un suo percorso". Incontriamo Didier quando sta anche realizzando un altro sogno, aprire una scuola di tango e vedremo Pennacchi anche in pista: "Sono molto appassionato di ballo" ma "non avevo mai fatto corsi di danza strutturata. Per fortuna abbiamo avuto un maestro molto bravo". Nel cast, fra gli altri, anche Diane Fleri, Paola Sotgiu, Luciano Scarpa, Eva Cela.
    Anche 'La fortuna di Laura' di Alessandro Angelini (messa in onda prevista su Rai1 il 22 dicembre, ndr) "è una commedia romantica, ambientata a Trieste, una città che amo". La protagonista (Lante della Rovere), "è una Cenerentola al contrario, che da una posizione di vertice vive una caduta. Un percorso, che le fa comprendere quante cose le mancassero". Tra le prove sul piccolo schermo, Pennacchi è stato felice anche del ritorno in Petra : "Quando ho fatto il primo provino ho pensato subito di conoscere il mio personaggio, il vice ispettore Antonio Monte, - spiega l'attore - e Maria sole Tognazzi ha creduto in me. Mi piace molto sia la relazione che si è creata tra Monte e Petra sia quella che c'è tra Paola e me. Ora speriamo tutti in una terza stagione". Nella scelta dei personaggi, "mi guida sempre la storia, poi non importa se il mio ruolo sia grande o piccolo - sottolinea -. Ad esempio, interpreto il padre di Tina Anselmi in una fiction Rai" (dal titolo provvisorio a quanto annunciato, "Tina, partigiana della democrazia" con Sarah Felberbaum protagonista, ndr) "e "lì ho poche scene, ma mi piaceva molto il tema - conclude - e che venisse raccontata una donna straordinaria come lei". 

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