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Verso la notte, quando l'amore diventa una gabbia

In sala dal 9 dicembre opera prima di Vincenzo Lauria

 Un puzzle da ricomporre per il racconto di un amore improvviso e intenso, sempre più turbato dai silenzi e la gelosia, viene messo in scena con uno stile tra cinema verité e tratti che richiamano il 'Dogma' di Lars Von Trier, in Verso la notte, opera prima di Vincenzo Lauria. Dopo il debutto nel 2020 al Taormina Film Fest, dove ha vinto il premio del pubblico Mymovies nella sezione indieuropea, il film arriva in sala dal 9 dicembre con Cineclub Internazionale Distribuzione. Centrale nella storia è l'intensità dei due protagonisti, Duné Medros e Alireza Garshasbi, nei panni di Maryam e Hesam, giovani iraniani a Roma che si incontrano lavorando al progetto di un documentario su un'enigmatica senzatetto. Anna (Paola Toscano), che girando senza sosta per Roma, alterna delirio, ricordi dolorosi e consapevolezze.
"Più che un film sull'integrazione questo è un film sulla 'comunione', perché ci ha accomunato tutti in ogni fase, dal cast alla troupe, in più ruoli - spiega Lauria, già fra gli autori di episodi per serie come Caccia al Re - la Narcotici e Questa è la mia terra -. Pur venendo dallo stesso Paese, tra i due protagonisti, c'è una differenza culturale legata alle loro diverse condizioni sociali, difficoltà nel quotidiano, elementi nei quali in tanti possono riconoscersi, è una storia universale".
All'inizio non paiono esserci ostacoli, per l'intesa immediata fra Maryam (Medros), aperta e gioviale, amante della convivialità e piena d interessi, aspirante regista che lavora da cameriera in un ristorante e Hesam (Garshasbi), sensibile e introspettivo, che si mantiene a fatica con lavoretti per i quali è difficile anche farsi pagare. L'entusiasmo di Maryam, convinta di aver trovato l'anima gemella, per la loro nuova storia coinvolge anche lui, ma presto Hesam inizia a farsi sovrastare da paure, paranoie e gelosie. Nel cast, fra gli altri, anche Mohammad Hassan Zadeh (nel ruolo di Mehran, amico del protagonista con il quale Hesam si confronta su quanto accaduto), Giorgio Magliulo e Silvia Pietta. "Maryam in certi versi è vicina a me, per età è interessi.
Per comprenderla meglio ho immaginato, come in un collage, di creare un diario della vita che potrebbe aver avuto prima di ciò che vediamo nel film" spiega Duné Medros, attrice italo-iraniana che dal diploma all'Accademia Silvio D'Amico di Roma ha alternato cinema, tv (ha recitato in serie come Don Matteo e Che Dio ci Aiuti) e palcoscenico (il prossimo ruolo sarà Macbeth, recitato in lingua originale). "Maryam non è una persona superficiale e sembra sicura di se', ma anche lei, come Hesam, è un'anima un po' smarrita". Lui però "vive un disagio anche nella vita quotidiana, lei è molto più stabile. Il suo disagio è più interiore, vuole trovare un posto nel mondo". Garshasbi per Hesam si è ispirato a "tanti ragazzi che ho conosciuto. Studenti stranieri che nel cercare di trovare un punto d'equilibrio tra vita, lavoro, mancanza di soldi vengono travolti da più cose che gli succedono". La sua gelosia "nasce dall'insicurezza che prova - sottolinea Lauria che si è ispirato per il soggetto a esperienze vissute e sentite -. Ciò che lo logora è tutto nella sua testa e gli impedisce di vivere la realtà".
   

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