Cultura

Cinema: Fisher Stevens a Ischia, il mio appello per il clima

Global festival, al regista e attore Usa l' Humanitarian Award

(ANSA) - NAPOLI, 21 LUG - ''Il cambiamento climatico è oggi il problema principale dell'umanità. Ma ce ne accorgiamo purtroppo solo quando la catastrofe ci tocca da vicino, come in Germania. Il cinema deve essere anche responsabilità sociale''.
    E' un campione dell'impegno sul fronte ambientale, e non solo, Fisher Stevens, 57 anni, attore e regista Usa, produttore premio Oscar nel 2009 con il docu 'The Cove- la baia dove muoiono i delfini'. Insieme a Leonardo DiCaprio ha firmato lavori come Punto di non ritorno - Before the Flood e And we go green . Il 19esimo Ischia Global Film & Music festival, quest'anno dedicato alla salvaguardia del mare, gli assegna l'Humanitarian Award regalandogli l'emozione di vedere per la prima volta sul grande schermo il suo ultimo film 'Palmer'. Con Justin Timberlake è la storia di due emarginati, un ex galeotto e un bambino. ''In America lo hanno proiettato in una decina di cittadine del sud, quando i contagi per il Covid erano bassi ma io non sono riuscito ad essere presente, poi il film è andato su Apple tv. Ora per fortuna le sale stanno riaprendo, a New York l'80% della popolazione è vaccinata. A Ischia seguirò le reazioni del pubblico, una cosa che mi manca molto. Devo ammettere però che, non interessandomi i blockbuster, grazie allo streaming i miei film e i docu hanno oggi una platea più ampia. Credo poi che la tv rispetto al cinema stia vivendo un rinascimento creativo''.
    E' nel cast del film di Wes Anderson 'The French Dispatch', appena passato in concorso a Cannes, con Bill Murray, Tilda Swinton, Benicio Del Toro: ' Il mio è solo un cameo, adoro il cinema di Wes e sarò anche nel suo prossimo lavoro' . Ha tanti progetti, molti nel segno dell'impegno . ''In America la questione razziale è enorme, credo siano importanti per noi anche le dimostrazioni che fate qui in Europa. Trump è riuscito a dividere il paese. In fondo il messaggio di Palmer, è proprio questo, la convivenza è possibile, a prescindere dalle diversità. Per la tv ho realizzato un format in 4 puntate su The Lincoln Project (lobby nata per le presidenziali del 2020 con membri repubblicani contrari alla rielezione di Trump, ndr) e sto progettando un docu sulla corruzione in Amazzonia''.
    (ANSA).
   

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