Vince Jodie Foster avvocatessa coraggio a Guantanamo

Migliore attrice ai Golden Globes per The Mauritanian

Nel novembre 2001, l'ingegnere Mohamedou Ould Slahi, classe 1970, una vita tra Germania e Canada, viene arrestato dalla polizia durante una visita alla sua famiglia in Mauritania e finisce su un volo della Cia che lo porta prima in Giordania e poi a Guantanamo, come sospetto terrorista. E' l'inizio per lui di una prigionia durata 14 anni senza nessuna accusa formale, nella quale ha subito ogni genere di torture fisiche (dalla privazione del cibo e del sonno, alle violenze, agli abusi sessuali) e psicologiche. Un'odissea che Slahi è stato capace di raccontare ancora prima di essere rilasciato nel 2016, raccogliendo appunti pubblicati nel 2015 nel memoriale Guantanamo Diary (in Italia edito da Piemme con il titolo 12 anni a Guantanamo). Una storia scioccante di trauma, violenza e resilienza, che il regista premio Oscar Kevin MacDonald ripercorre in The Mauritanian, con Tahar Rahim, nei panni di Mohamedou e Jodie Foster in quelli dell'avvocato Nancy Hollander che dopo anni di battaglie è riuscita a farlo uscire. Nel cast anche Benedict Cumberbatch e Shailene Woodley. "Non capita spesso che un film mainstream mostri questo genere di storie dalla prospettiva di un uomo musulmano - spiega Jodie Foster nella Q&A online con MacDonald e Rahim organizzata da Hollywood Reporter -. Vediamo una persona che dopo aver attraversato tutta questa sofferenza è capace ancora di amare e di perdonare. Poi c'è il tema di Guantanamo, che, ricordiamoci, è ancora aperto, una cosa folle... Lo vorremmo tutti vedere chiuso" L'interprete premio Oscar, per la sua performance ha vinto al Golden Globe come migliore attrice , mentre il francese Tahar Rahim quella come miglior attore di un film drammatico. Kevin MacDonald è subito rimasto profondamente colpito dal libro e la prima versione della sceneggiatura: "L'ho trovata una testimonianza unica, di una verità assoluta, solo che non sapevo come rendere tutto questo in un film". MacDonald stava per dire no al progetto "ma poi uno dei produttori mi ha consigliato di parlare con Mohamedou. Ero molto felice della possibilità ma anche ansioso. Immaginavo fosse traumatizzato e amareggiato. Invece mi sono trovato davanti a una faccia sorridente, un uomo pieno di humour, colto e con una mente brillante. E' così incredibile il modo nel quale ha fatto pace con ciò che gli era successo. E' sempre riuscito a vedere anche i suoi torturatori come esseri umani. E' ciò che mi ha convinto a fare il film". Il francese Tahar Rahim, che nel 2011 era già stato diretto da MacDonald in the Eagle, si è subito innamorato "della storia e del personaggio. Prima di parlare con Mohamedou ho fatto ricerche molto accurate, volevo essere pronto". Poi "quando l'ho conosciuto ho subito provato il bisogno di passare molto tempo con lui. Non volevo fargli rivivere il suo trauma, con le mie domande, ma ho voluto sapere di più su di lui come persona, come fosse prima e dopo la prigionia; sulle relazioni con la famiglia, le guardie e gli avvocati. Siamo diventati amici, avevo la consapevolezza di aver incontrato qualcuno di speciale e straordinario". L'attore ha anche voluto vivere in situazione protetta alcune esperienze, vicine a quelle di Mohamedou: "naturalmente non le torture reali, ma ad esempio l'esposizione al freddo, la privazione del cibo, la costrizione". Jodie Foster negli ultimi anni è molto selettiva sui progetti da attrice: "Sono in un momento della mia vita in cui voglio andare davanti alla cinepresa solo per storie che abbiano un significato per me, da cui possa imparare e con cui possa contribuire in qualche modo alla società sperando di rendere le persone migliori invece che peggiori. Non vuol dire che debbano essere sempre film storici o sociali, può essere anche una commedia ma deve ispirarmi - sottolinea - In questo caso ho detto subito sì sia per raccontare Mohamedou sia per Kevin MacDonald, per il suo rispetto per i fatti e i personaggi, è un autore con un vero senso del cinema". Questo è uno dei pochi personaggi reali interpretati in carriera da Jodie Foster: "Non sono una fan dei biopic, hanno sceneggiature in genere deludenti. Questo però è un film a se' e Nancy Hollander è una persona incredibile". 

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