Cultura

Da Dante a Balla, viaggio nell'Inferno alle Scuderie

A 700 anni dalla morte del Sommo poeta, in mostra 232 opere

Un viaggio nell''Inferno' di Dante che ci porta in territori inattesi, che esplora il peccato, il castigo, la dannazione, la follia, la salvezza attraverso 232 opere di grandi artisti come Auguste Rodin, Beato Angelico, Sandro Botticelli fino a Giacomo Balla. Apre il 15 ottobre la potente mostra 'Inferno', la prima grande e spettacolare esposizione che indaga la mappa mentale e simbolica della prima cantica della Divina Commedia raccontandone la fortuna iconografica nel corso dei secoli, dal Medioevo a oggi.
    Inaugurata il 13 ottobre dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle Scuderie del Quirinale, la mostra, ideata e a cura dello storico dell'arte e del pensiero Jean Clair con la moglie Laura Bossi, rende omaggio a Dante Alighieri a 700 anni dalla morte. Le opere sono state concesse in prestito da 87 tra grandi musei, raccolte pubbliche e prestigiose collezioni private italiane e internazionali tra cui il Museo Rodin di Parigi, la Biblioteca Apostolica Vaticana, le Gallerie degli Uffizi, il Musée d'Orsay, la Royal Academy di Londra, la Bibliothèque Nationale de France, il Museo Nacional de Escultura di Valladolid, il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbon. Il percorso si apre con la monumentale e famosa Porta dell'Inferno di Rodin, alta 7 metri, nel modello di fusione in gesso in scala 1:1. Fra i capolavori di 'Inferno' (Catalogo Electa), che ha richiesto un enorme sforzo organizzativo, reso più difficile dal Covid, 'La caduta degli angeli ribelli' di Andrea Commodi, prestata dalle Gallerie degli Uffizi, 'Il Giudizio Finale' di Beato Angelico e 'La voragine infernale' di Sandro Botticelli. Colpiscono anche il ritratto in tempera su tela di Dante realizzato da William Blake, il Lucifero di Franz Von Stuck, il celebre Demonio di Valladolid in legno policromo, la maestosa tela di quattro metri di Gustave Doré con Virgilio e Dante nel IX girone dell'Inferno e tra le curiosità il Teatrino napoletano 'Inferno' con pupi catanesi e palermitani, proveniente dal Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo. "Il demonio ha sempre attratto più del bene. L'orrore ha sempre affascinato più del buono perché produce forme senza fine. L'arte è diventata luciferina. Ho tentato di non fare una storia dell'Apocalisse moderna, ma certo oggi c'è una nuova presenza dell'Inferno sulla Terra ed è la ragione per cui l'ultimo capitolo della mostra è dedicato a questo, alla follia, la guerra, le città e i campi di sterminio" ha spiegato alla presentazione Jean Clair che ha raccontato anche di aver letto poco la Divina Commedia. "Dante è una lettura molto difficile per un francese. Ho letto varie traduzioni dell'Inferno e ho scoperto un universo incredibile di cui non avevo idea prima.
    L'Inferno ha appassionato di più gli artisti perché l'iconografia è molto più ricca di quella del Paradiso. E' senza fine, con tutte le forme possibili e ce ne accorgiamo quando guardiamo le piccole miniature nei manoscritti. Forse siamo all'inizio della scoperta di tutte queste forme" ha aggiunto. La mostra, che si chiuderà il 9 gennaio 2022, propone anche serie grafiche di Federico Zuccari e Giovanni Stradano, una preziosa edizione di 'Se questo è un uomo' con annotazioni di Primo Levi, un fotogramma del film 'L'inferno' del 1911 con la regia del trio Francesco Bertolini, Adolfo Padovan e Giuseppe De Liguoro. E poi, nelle sale al secondo piano, si passa alle devastazioni della guerra, all'angoscia della reclusione, al lavoro alienante e tossico, all'incubo dello sterminio e al buio della follia dove spiccano 'La pazza' di Giacomo Balla e 'Lo specchio, la cenere, gli escrementi, l'alfa e l'omega sulla fronte' di David Nebreda. Fino a 'Riveder le stelle' con le costellazioni, la via Lattea, la Grande nebulosa di Orione in opere tra l'altro di Gerhard Richter ed Etienne-Leopold Trouvolet, riprese effettuate dal telescopio Ultra Deep Field della Nasa e citazioni da poeti scrittori come Leopardi, Calvino e Ungaretti. "Inferno è una mostra potente, concentrata su quella che forse è la più celebre, conosciuta e rappresentata delle tre cantiche. Coglie e rappresenta, con la forza dell'iconografia, il totale impulso morale della Commedia, che attraverso una visione apocalittica tende a una prodigiosa azione di redenzione individuale e collettiva. Non ha paura di interrogare le angosce della modernità con sale dedicate all'Inferno in Terra'" ha spiegato alla presentazione Mario De Simoni, presidente e ad di Ales - Scuderie del Quirinale all'incontro a cui ha preso parte anche il direttore delle Scuderie Matteo Lafranconi e a cui era presente il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.
    Dopo il grande successo della mostra su Raffaello, le Scuderie del Quirinale ospitano un evento ambizioso che avrà anche un programma collaterale "Infernauti": una serie di appuntamenti in collaborazione con prestigiosi istituti internazionali, che si aprirà il 19 ottobre alle ore 18.00 al Goethe Institut di Roma con la lectio magistralis del filosofo sudcoreano Byung-Chul Ha su "La società della stanchezza".
    (ANSA).
   

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