Cultura

Nasce la Soprintendenza che dovrà vigilare sul Recovery

Franceschini crea altri 4 musei autonomi e c'è la novità digitale

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Dovrà permettere un percorso rapido e il più possibile semplificato alle grandi opere previste dal Recovery Plan, garantendo però allo stesso tempo il massimo rispetto della tutela per il paesaggio e i beni del patrimonio archeologico e culturale italiano. Non a caso affidata ad interim alla direzione generale archeologia e paesaggio del ministero della Cultura, nasce con un dpcm approvato questa mattina dal Consiglio dei ministri la nuova Soprintendenza Speciale prevista dal Pnrr. In pratica una soprintendenza unica nazionale che si occuperà delle autorizzazioni per le grandi opere. "Il ministero si riorganizza per affrontare le sfide del Recovery", commenta il ministro Franceschini annunciando nello stesso tempo una ulteriore tranche della sua riforma con l'arrivo di altri 4 musei nazionali autonomi, tra cui la novità assoluta per l'Italia di un istituto completamente dedicato all'arte digitale, ma anche il passaggio di livello per due aree archeologiche di assoluto prestigio - quella etrusca di Cerveteri- Tarquinia, nel Lazio e quella romana e medievale di Sepino in Molise- insieme alla Pinacoteca nazionale di Siena, scrigno di capolavori assoluti da Simone Martino a Lorenzetti.

Come già aveva stabilito il Dl Governance e semplificazioni, la Soprintendenza Speciale resterà operativa fino al 31 dicembre 2026 e opererà anche avvalendosi, per l'attività istruttoria, delle Soprintendenze archeologia, belle arti e paesaggio. In caso di urgenza, però, potrà decidere in autonomia. Al suo interno si costituirà una segreteria tecnica composta, oltre che da personale di ruolo del ministero, da un contingente di esperti che potranno avere un incarico di massimo 36 mesi con una retribuzione fino ad un massimo di 50 mila euro lordi annui, entro il limite di spesa di 1.500.000 euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023.

Tant'è, per i musei autonomi la grande novità arriva dal nuovissimo Museo dell'Arte Digitale, che si sta studiando dove fare e che sarà dedicato alla produzione e presentazione di contenuti digitali: nell'idea di Franceschini un istituto al quale affidare "un ruolo strategico nelle scenario culturale contemporaneo, sempre più digitalizzato, connesso e globalizzato, in cui la stessa nozione di opera e di pubblico va inevitabilmente evolvendo". Un occhio al futuro, l'altro alla tutela del passato con due aree archeologiche importanti da premiare e rilanciare: in primis la grande area etrusca di Cerveteri e Tarquinia che diventerà un Parco archeologico come Ercolano o l'Appia Antica comprendendo in sé la grande necropoli della Banditaccia (è la più estesa dell'area mediterranea) dal 2004 Patrimonio Unesco, ma anche il Museo archeologico nazionale di Tarquinia, che conserva tra l'altro il celeberrimo altorilievo dei cavalli alati provenienti dagli scavi dell'Ara della Regina, e poi la necropoli di Monterozzi. Un insieme di siti che complessivamente nel 2019 hanno raccolto 153 mila visitatori e che forse meritano più attenzione anche dal turismo internazionale che si spera di veder tornare in Italia. Attesa da tempo anche la promozione della splendida e piccola area archeologica di Sepino, in Molise che comprenderà insieme con i resti dell'antica città romana sorta nella valle del Tammaro anche il museo della città e del territorio: qui nel 2019 sono arrivati 27 mila turisti, nel disegno di rilancio del patrimonio italiano diffuso un'area di alta qualità da cui ripartire. Senza bisogno di presentazioni, infine, la Pinacoteca nazionale di Siena, che ospita la più importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e Quattrocento senese, con capolavori di Duccio di Buoninsegna, Simone Martino, Pietro e Ambrogio Lorenzetti: fa impressione pensare che nel 2019 abbia avuto in tutto 10 mila visitatori. Fatta la legge servono i nuovi direttori: il bando internazionale, assicurano dal ministero, verrà lanciato nelle prossime settimane. Intanto tra le novità del Collegio romano c'è anche un Osservatorio per la parità di genere: composto da quindici membri,"avrà compiti di consulenza e supporto nell'elaborazione e attuazione di politiche per la parità di genere nei settori di competenza del ministero".

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