Galleria Borghese riapre aspettando Caravaggio

Direttrice Coliva, "è privilegio visitare museo così in pochi"

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - "Siamo emozionati. Già nelle prime ore di questa mattina avevamo una decina di visitatori. Non ci avrei mai scommesso. Lo interpreto anche come un segno di solidarietà, una risposta al nostro appello a starci accanto". A parlare è Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese a Roma, scrigno degli inestimabili capolavori dalla collezione del Cardinal Scipione, oggi tra i primi musei ad accogliere il pubblico dopo due mesi di lockdown. Aperte tutte le sale, visite solo su prenotazione (martedì-domenica dalle 9 alle 19), mascherina obbligatoria, distanza tra i visitatori e massimo 80 persone a turno sono le nuove regole da rispettare. "Le prenotazioni, che prima usavano per ottimizzare al massimo gli ingressi - racconta la Colivo all'ANSA - ora servono per tenerli al minimo". Una necessità, che però diventa anche un'occasione straordinaria e irripetibile per ammirare sale e opere in piena tranquillità. "Se penso ai magnati americani o russi che hanno pagato cifre altissime per godere del museo senza ressa, è un vero privilegio", sorride la direttrice. Il Coronavirus ha colto il Museo prima che si potesse allestire la mostra "Caravaggio.
    Il suonatore di liuto", che per la prima volta avrebbe messo a confronto diretto due versioni dello stesso soggetto dipinte da Michelangelo Merisi: il Suonatore di liuto commissionato dal cardinale Benedetto e il marchese Vincenzo Giustiniani, in prestito dal Museo dell'Hermitage di San Pietroburgo e recentemente restaurato; e il Suonatore di liuto già in Badminton House, Gloucestershire, realizzato per un altro importantissimo committente e mecenate, il cardinale Francesco Maria Del Monte. Il tutto accanto ad altre opere di Caravaggio presenti nella collezione."Abbiamo posticipato tutto all'autunno - dice la Coliva - E attendiamo la riapertura delle frontiere perché i due Suonatori arrivino dalla Russia e dall'Inghilterra". (ANSA).
   

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