Guggenheim, la storia non detta del mondo rurale

Countryside, The Future affronta la radicali trasformazioni

Prendi una delle più importanti istituzioni culturali di New York e trasformala in una finestra sul mondo rurale. Con una mostra unica nel suo genere ed un esperimento mai realizzato prima, il Guggenheim abbraccia le sfide del futuro e presenta 'Countryside, The Future', aperta al pubblico dal 20 febbraio al 14 agosto. L'installazione occupa tutte e sei le rampe che compongono la Rotunda del museo con una parentesi anche esterna: davanti all'ingresso sulla Quinta strada è infatti esposto un modello di trattore usato tipicamente nelle coltivazioni industriali ed un container-serra dove si vedono delle piante di pomodoro coltivate sotto delle luci LED rosa.
    Countryside, The Future, è stata concepita per il Guggenheim dall'architetto e urbanista Rem Koolhaas e da Samir Bantal, direttore di AMO, think tank dell'Office for Metropolitan Architecture, curata da Troy Conrad Therrien Architecture and Digital Initiatives del Salomon R. Guggenheim Museum, ed esplora le radicali trasformazioni dei territori rurali e remoti, in questo caso identificati come 'countryside', campagna. E il progetto è anche frutto della partnership tra Lavazza e il Guggenheim.
    "E' la prima volta che il museo si è prestato per un qualcosa che è un esperimento più che una mostra o una forma d'arte - ha spiegato all'ANSA Richard Armstrong, direttore del Guggenheim - e ha lo scopo di far familiarizzare il pubblico con una realtà al di fuori di quella urbana". La maggior parte di noi vive in città ma cosa fa e dove vive tutta l'altra parte? Cosa pensa, come agisce chi vive nel mondo rurale?".
    Ci sono voluti cinque anni per preparare Countryside, The Future e tra gli scopi della mostra c'è quello di raccontare la storia non detta degli ambienti e delle popolazioni rurali troppo spesso sacrificati a quella delle aree urbane. In un mondo in cui ci si preoccupa dei cambiamenti climatici e del loro impatto soprattutto nelle zone urbane, si è perso di vista che in realtà il global warming e l'economia di mercato hanno trasformato radicalmente la campagna. "Questa installazione - ha spiegato Samir Bantal, direttore di AMO - è un insieme di vecchie e nuove idee che hanno lo scopo di riscoprire le dinamiche della campagna. Un luogo che molti di noi concepiscono come stabile e che si trasforma lentamente, invece è un mondo attivo e flessibile ancora più delle città".
    Countryside, The Future è divisa in sei sezioni, una per ogni rampa della Rotunda, e che rappresentano diversi temi. "Tra le sezioni - ha spiegato all'ANSA il curatore Troy Conrad - abbiamo quella della ridefinizione politica, del tempo libero, della preservazione, le nuove frontiere, la popolazione. Il nostro obiettivo non è quello di dare lezioni morali bensì di offrire un'analisi di ciò che sta accadendo. Senza dubbio in un mondo in cui l'ambiente è costantemente sotto attacco, la campagna può rappresentare una speranza oltre ad offrire alternative in grado di sfamare il pianeta senza necessariamente distruggere la natura".
    La mostra è accompagnata anche da un libro, 'Countryside, A Report' con racconti personali ed interpretazioni sui diversi temi esposti. 

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