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Lo schiaffo di Mosca, chiede indietro l'arte in prestito all'Italia

Lo schiaffo di Mosca, chiede indietro l'arte in prestito all'Italia

Ermitage scrive a Milano. Il MiC sospende le iniziative comuni

MILANO, 09 marzo 2022, 20:26

di Bianca Maria Manfredi

ANSACheck

Anteprima per la stampa della mostra 'Tiziano e l 'immagine della donna nel cinquecento veneziano ' a Palazzo Reale - RIPRODUZIONE RISERVATA

Anteprima per la stampa della mostra  'Tiziano e l 'immagine della donna nel cinquecento veneziano ' a Palazzo Reale - RIPRODUZIONE RISERVATA
Anteprima per la stampa della mostra 'Tiziano e l 'immagine della donna nel cinquecento veneziano ' a Palazzo Reale - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il conflitto fra Russia e Ucraina e il precipitare dei rapporti con quelli che ieri Vladimir Putin ha definito Paesi ostili irrompe anche nel mondo dell'arte e dei musei. Il ministero della Cultura russo ha invitato le sue istituzioni a farsi restituire tutte le opere date in prestito all'estero e una circolare del ministero della Cultura italiano ha sancito la sospensione con effetto immediato di tutte le attività relative all'iniziativa 'Anno incrociato dei musei Italia-Russia'", che include anche la fine di tutte "le attività di promozione culturale istituzionale" con la Federazione Russa, "con il conseguente ritiro di ogni atto amministrativo relativo a qualunque forma di partnership e collaborazione in corso e ad eventuali istruttorie prodromiche al rilascio di patrocini".
    Di conseguenza, l'Ermitage ha chiesto il rientro del materiale che si trova ora esposto in Italia come la 'Giovane donna con cappello piumato' di Tiziano, esposta alla mostra di Palazzo Reale '(Tiziano e la figura della donna veneziana nel '500') nonché le 25 opere della rassegna dedicata al Grand Tour alle Gallerie d'Italia sempre a Milano, che era stata realizzata in collaborazione con il museo di San Pietroburgo, ma anche la Giovane donna di Pablo Picasso che era il cuore della mostra dedicata al dipinto del 1909, mai finora esposto in Italia, in programma alla Fondazione Fendi di Roma fino al 15 maggio. Altre opere dovranno essere restituite poi da Palazzo Roverella di Rovigo, dove il 26 di febbraio si è aperta la grande esposizione dedicata a Kandiskij, con 80 opere del grande pittore russo gran parte delle quali proveniente da musei e collezioni private russe.

 

Colori e suoni. Lo spartito del mondo di Kandinskij


    "A me pare evidente che quando un proprietario chiede la restituzione delle proprie opere, queste debbano essere restituite", ha commentato il ministro della Cultura Dario Franceschini.
    Cortese ma senza possibilità di replica, la lettera inviata dal direttore dell'Ermitage Mikhail Piotrovsky al direttore di Palazzo Reale Domenico Piraina e al presidente di Skira editore Massimo Vitta Zelman. "In base alla decisione del ministero russo della Cultura tutti i prestiti in essere devono essere restituiti dall'estero alla Russia e come sapete l'Ermitage è un museo statale che dipende dal ministero della Cultura". Quindi "dobbiamo riprendere gli oggetti dell'Ermitage che sono esposti a Palazzo Reale nella mostra 'Tiziano e l'immagine della donna'". La richiesta è di predisporre l'imballaggio e la spedizione. "Capisco perfettamente che questa decisione vi creerà grande dispiacere ed inconvenienti e spero nella vostra comprensione" ha aggiunto.
    La questione dunque non riguarda solo Milano e non solo l'Ermitage. Proprio dalla Russia, più precisamente da Mosca, da poche settimane sono rientrati a Milano i 26 inestimabili capolavori della collezione Mattioli, dichiarata indivisibile e insostituibile dallo Stato italiano nel 1973. Capolavori di autori come Boccioni, Morandi, Balla, Severino che sono stati il nucleo centrale di due mostre organizzate in Russia per l'anno dei musei : prima al museo Russo di San Pietroburgo dal 15 luglio al 4 ottobre per 'Futurismo Italiano Cubofuturismo russo' e poi al museo Puskin di Mosca dove con la rassegna 'I capolavori futuristi della collezione Mattioli' sono stati visibili fino al 16 gennaio scorso. Da lì le opere sono rientrare in camion a Milano. I proprietari le hanno date in comodato gratuito per cinque anni (rinnovabili) al museo del Novecento.
   

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