Cultura

Il dolore di Arbore, "Per la tv finisce un'epoca"

Lo showman, In Romagna dovrebbero indire una settimana di lutto

"Gli storici parleranno della fine della bella epoque del piccolo schermo. Io provo un grande dolore per aver perso un'amica e una collega". Renzo Arbore affronta così con i cronisti lo choc per la notizia della morte di Raffaella Carrà, arrivata a tradimento come un terremoto nelle ore più torride del luglio romano. "Ho tanti ricordi che mi legano a lei, alle giornate trascorse in piscina insieme con Gianni Boncompagni e Mario Marenco.- sottolinea - Era il momento più bello della televisione". Tanti, tantissimi i ricordi che si affastellano per lo showman che con Boncompagni, unito alla Carrà prima da un grande amore poi da un'amicizia ferrea, ha condiviso oltre vent'anni di percorso, dai tempi di Bandiera Gialla, la radio poi la tv. Tra i tanti condivisi con la Raffa nazionale emerge oggi quello di "un concerto di Aretha Franklin che abbiamo visto insieme alla Bussola, anche con Gianni". Un momento, aggiunge, "che ricordo con grande affetto". Spezzoni di tv e tanti frammenti di vita, come "le gite in campagna nell'aretino", prosegue Arbore, che poi cita con commozione quando ospitò Raffaella nella sua trasmissione "No non è la BBc": "Li mi parlò appunto del suo amore con Gianni", dice ed era la prima volta. Raffaella conclude Arbore, "Era una vera romagnola, brava in tutto, allegra, simpatica. In Romagna dovrebbero indire una settimana di lutto". 
   

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