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  • L'addio a Carla Fracci, il feretro alla Scala tra gli applausi della gente

L'addio a Carla Fracci, il feretro alla Scala tra gli applausi della gente

Avrebbe compiuto 85 anni il prossimo 30 agosto

La sua ultima uscita di scena ha avuto lo stesso calore e la stessa l'emozione di quando salutava il pubblico, trionfante dopo uno spettacolo. Cinque minuti di applausi hanno accolto in piazza della Scala il feretro di Carla Fracci alla chiusura della camera ardente allestita per tutto il pomeriggio nel foyer del teatro. Lei avrebbe ringraziato con ripetuti inchini e baci al pubblico.

È stato il marito, Beppe Menegatti, con cui ha condiviso 57 anni di vita coniugale e professionale, a farlo per lei, gridando alla folla più volte 'grazie, grazie'. Per tutto il pomeriggio è stato continuo il tributo alla grande danzatrice, morta a 84 anni. Un saluto per il quale il teatro milanese ha aperto il suo foyer per la camera ardente, privilegio finora riconosciuto solo a pochissimi.

"Lei sarebbe, anzi sono certo che è - ha detto con le lacrime agli occhi il figlio Francesco, indicando il cielo - commossa da questo tributo colossale, immenso che la Scala, il Teatro, ma il teatro in senso esteso, sta facendo a mia mamma". Il figlio, come il padre e gli altri familiari, non si è mosso per tutto il giorno dalla camera ardente, accettando con gentilezza le condoglianze dei milanesi, dei giovani allievi della Scuola di ballo, di tanti ammiratori sconosciuti e soprattutto delle maestranze della Scala, vecchie e nuove. Sono soprattutto loro, la parte operaia del teatro, come l'ha definita il figlio Francesco Menegatti, che hanno reso l'omaggio più commosso davanti alla bara coperta e circondata da corone e mazzi di fiori esclusivamente bianchi, il suo colore preferito.

"Mia madre ha sempre dato tutto al teatro, è sempre stata solidale, unita in modo indissolubile - ha raccontato il figlio - soprattutto con le maestranze, la parte più nascosta del teatro, quella silente, la parte operaia, quella che fa andare in scena gli spettacoli e questo amore era reciproco, contraccambiato". Lo testimoniano il mazzo di fiori a firma 'Gli elettricisti della Scala', i messaggi lasciati sul libro delle firme, i macchinisti, i ricordi di Maurizia, ex parrucchiera della Scala e di una giovane Fracci. "Mentre la preparavo facevamo discorsi da mamme - ha raccontato -. Lei era una stella, ma con noi si comportava sempre con semplicità, umiltà, avevamo gli stessi problemi di madri che lavorano".

Il feretro di Carla Fracci era arrivato alle 11 al teatro alla Scala, per una cerimonia ristretta con il governatore lombardo Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il sovrintendente Dominique Meyer, il direttore musicale Riccardo Chailly, il corpo di ballo del teatro, con il direttore Manuel Legris, l'etoile Roberto Bolle, gli alunni dell'Accademia, il personale della Fondazione. Alle 12 è stato aperto il foyer dove era già in attesa una lunga folla in coda. L'omaggio è stato continuo. E' arrivato anche il regista Pippo Crivelli, 93 anni, e il suo abbraccio con Beppe Menegatti è stato uno dei momenti più commoventi. Per le 17.30 la camera ardente doveva essere chiusa, ma la fila all'esterno era ancora così lunga che si è deciso di tenere aperto per un'altra decina di minuti. Ma in centinaia sono rimasti fuori lo stesso e hanno atteso l'uscita del feretro per l'ultimo applauso a Carla davanti al suo teatro.

I funerali oggi pomeriggio nella Basilica di San Marco.

Addio a Carla Fracci, regina della danza italiana - LO SPECIALE

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