Petrini, un 25 aprile per ricostruire

1.500 personalità firmano appello per una nuova Liberazione

TORINO - C'è bisogno di ripartire, "ma con un progetto diverso, che dia più attenzione ai poveri, agli ultimi, all'ambiente, ai rapporti tra le persone". Nasce con questo impegno l'appello a ritrovarsi in una piazza virtuale il 25 aprile, per i 75 anni della festa della Liberazione in un'Italia duramente provata, ma non piegata, dal coronavirus. Una mobilitazione della società civile, firmata da quasi 1.500 persone.

"Dobbiamo impegnarci per un'altra ricostruzione, per fermare le guerre fratricide - spiega all'ANSA Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e uno degli ideatori dell''iniziativa - e batterci contro i nemici che oggi sono un nuovo virus che miete vittime in tutto il mondo, i cambiamenti climatici, le diseguaglianze sociali. Non si può far passare una data così importante quale è il 25 aprile senza qualcosa di coinvolgente, quest'anno che sarà così strano con nessuno in piazza per ricordare la Liberazione, nessuno che potrà portare i fiori sui monumenti dei caduti nella Resistenza. Ecco l'idea di una piazza virtuale aperta a tutti: mai vista un'adesione così ampia e con un tale trasporto nella partecipazione - sottolinea Petrini . Questa è un'azione corale, eterogenea, che coinvolge artisti, intellettuali, sportivi, uomini di chiesa e laici, movimenti, associazioni, sindacati".

Da oggi la piattaforma online è pubblica e tutti possono iscriversi alla piazza virtuale, facendo una donazione libera ma di almeno 2 euro. "Raccoglieremo fondi per i disperati, per chi non ha casa e non riesce a mangiare perché il coronavirus ha portato via anche l'elemosina - spiega Petrini -. I contraccolpi di questa epidemia sono tremendi: spero che aderiscano in migliaia e migliaia, non possiamo fare finta di niente e girarci dall'altra parte. Le offerte saranno gestite da Caritas e Croce Rossa Italiana e destinate ai senza tetto e alle mense per i poveri in questa crisi senza precedenti".

Nella piazza virtuale parleranno tre donne: la presidente dell'Anpi, una staffetta partigiana e una giovane ambientalista, poi verrà diffusa 'Bella ciao'. "Dobbiamo vivere questo 25 aprile - prosegue Petrini - impegnandoci a reinventare tante cose, cambiare atteggiamento, facendo più attenzione alla natura per porre rimedio al disastro ambientale, progettando una globalizzazione diversa. Tra l'altro non è detto che la catastrofe planetaria del coronavirus, che sta costringendo a casa 3 miliardi di persone, non sia collegata alla gravissima crisi ambientale generale. Un disastro - il riscaldamento globale, l'innalzamento dei mari, la scomparsa dei ghiacciai - che è peggiore del Coronavirus, ma è un processo più lento e forse per questo nessuno si è dato ancora una mossa per davvero per cambiare. Questa epidemia globale, invece, con la sua invasività, ha toccato tutti personalmente e ha creato un'allerta generalizzata dopo l'errore iniziale, quando i più pensavano che si trattasse di una questione della Cina".

"Ha detto bene un monaco della comunità di Bose: 'Non siamo in guerra, siamo in cura' - ricorda Petrini - ma questa terapia deve farci cambiare strada, dopo questo tsunami sarà tutto sarà diverso. E non posso che invitare tutti a riflettere sulla sintesi di Papa Francesco in quel discorso in piazza San Pietro: 'Credevamo di essere sani in una società malata'. E' davvero il tempo di reinventarsi. L'ultimo appello all'umanità? Spero di no, ma non c'è tempo da perdere. Ora - conclude Petrini - tutti i potenti della Terra sono giustamente impegnati nella lotta all'emergenza, ma dobbiamo programmare il dopo e spero che tutta l'umanità ne prenda coscienza. Forse la convinzione che siamo in un passaggio epocale non si è ancora diffusa , ma spero, e sono convinto, che si farà strada".
   

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