Tra bufale e leggende, il virus corre sul web

Dai falsi esperti ai complottisti, dilaga l'altra epidemia

"Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio", recitava Lino Banfi in un film cult degli anni '80 cospargendosi il corpo di olio, sale e aceto per allontanare sfortuna e disgrazie. Con il dilagare del coronavirus crescono anche la psicosi e le bufale sul web, con consigli che ricordano da vicino le pratiche seguite dall'attore pugliese.
    Aglio, origano e olio di sesamo sono alcune delle sostanze ritenute miracolose da sedicenti esperti sui social. Peccato che, come precisato dall'Organizzazione mondiale della sanità, l'aglio abbia sì proprietà antimicrobiche, ma nulla più. Anche cospargersi il corpo di olio di sesamo o bere acqua salata non offre alcuna protezione. C'è poi chi invita a ingerire antibiotici, che non hanno alcuna efficacia contro i virus. La candeggina o l'etanolo possono distruggere il virus, ma si usano solo per sanificare le superfici, non vanno spalmati sul corpo o sotto il naso.
    L'altro filone è quello dei falsi veicoli di contagio: molto in voga la teoria secondo cui cani e gatti sia portatori del virus, affermazione su cui non solo esiste alcuna evidenza scientifica ma è stata smentita dal Ministero della Salute come ricorda la Lega Nazionale per la difesa del cane. Priva di fondamento anche la voce secondo cui pacchi e lettere recapitati dalla Cina possano creare contagio, così come non è pericoloso mangiare cinese, come non pochi ritengono sui social.
    Bufale che possono far sorridere, ma il dilagare di informazioni false può favorire la diffusione del virus, provocando comportamenti scorretti nella popolazione. Per questo l'Oms si è subito attivata con opuscoli e vademecum per smentire le fake news che circolano sul web. Ora anche la Croce Rossa è intervenuta per mettere in guardia dai ciarlatani che, questa volta praticando una vera e propria truffa, pretendono di entrare in casa degli anziani per effettuare il controllo del tampone.
    Immancabili anche le teorie complottiste. Una delle più diffuse è quella secondo cui il virus sarebbe frutto di ricerche a scopo militare: per qualcuno è venuto fuori da un laboratorio di Wuhan, per altri era allo studio in un campus canadese, dove sarebbe stato rubato, per altri ancora sarebbe stato brevettato in un istituto britannico. La tesi più catastrofista è quella secondo cui il regime cinese avrebbe confezionato il virus per sterminare la popolazione.
    C'è poi chi si spinge a sostenere che Nostradamus aveva previsto il coronavirus. Una delle teorie più originali è quella divulgata, sia pur tra qualche dubbio, dalla tv di Stato russa: secondo un servizio rilanciato nel corso programma "Vremya", ci sarebbe addirittura la prova che il virus sarebbe stato creato in laboratorio dagli americani su ordine del presidente Donald Trump, che, nei concorsi di bellezza da lui organizzati prima di salire alla Casa Bianca, faceva indossare alle vincitrici una corona.
    Il portale bufale.net è in questi giorni inondato di notizie false sul virus. Abbondano messaggi virali su whatsapp, come quello secondo il quale chi ha il naso che cola non può avere la polmonite da coronavirus, perché quest'ultima provoca una tosse secca. Dilagano anche i messaggi che annunciano la chiusura delle scuole in questo o quel paese, forse tentativi di studenti di far saltare realmente le lezioni.
   

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