/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Il nome della rosa, libro-film successo planetario

Il nome della rosa, libro-film successo planetario

In volume nel 1980 poi sul grande schermo nel 1986 con Connery

ROMA, 20 febbraio 2016, 03:10

Redazione ANSA

ANSACheck

Il nome della rosa - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il nome della rosa - RIPRODUZIONE RISERVATA
Il nome della rosa - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Il successo planetario del semiologo imprevedibile arrivò da subito con il suo primo romanzo, Il nome della rosa, uscito nel 1980, un volumone di 618 pagine seguito poi dall'altrettanto monumentale Il pendolo di Focault dell''88, che costruiscono entrambi complesse vicende misteriche, dall'indagine poliziesca a quella esoterica, per mostrare come da tutto questo l'unico mezzo per salvarsi e' quello di usare la ragione, sapendo che ciò non porta necessariamente alla verità.
   

Per far questo naturalmente il quadro di fondo e' quello di una crisi dei valori e della ragione. Il tutto ambientato nel medioevo, nell'arco di sette giorni, in un monastero benedettino dove si susseguono una serie di morti che sembrano tutte ruotare intorno alla biblioteca e ad un misterioso manoscritto. Ecco che il Guglielmo da Baskerville de Il Nome della Rosa, ripropone piuttosto ossessivamente il tema della infinita onnipotenza di Dio, idea decisamente eretica rispetto al mondo e all'ordine medievale in cui vive. Se Dio infatti e' infinitamente onnipotente non e' determinato dalla sua ragione, anzi può tentare e seguire infinite razionalità. Il che arriva a negare l'idea di verità e quella di sicurezza che le e' congenita. Guglielmo vive cosi' una profonda crisi intellettuale e nel clima di violenza in cui paradossalmente i migliori sentimenti e bisogni di pulizia hanno creato sangue e morte, egli si rivolge alla sapienza tutta britannica dell'ironia. La verità cui arriva alla fine della storia e' solo una di quelle possibili e nasce, quasi per caso, da numerosi errori. Non e' difficile in tutto questo una metafora precisa legata alla realtà dei nostri giorni e in particolare al dramma degli anni Settanta che ha messo in crisi, sconvolto, e costretto a ripensare il nostro rapporto con la realtà.
   

A piu' di trent'anni dalla prima uscita in occasione degli 80 anni dell'autore arrivò una versione riveduta e corretta de 'Il Nome della Rosa', il longseller che nel frattempo aveva venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo, di cui 7 milioni in Italia ed era stato tradotto in 49 paesi.

Pubblicato da Bompiani nel settembre del 1980 e diventato sei anni dopo un film per la regia di Jean-Jacques Annaud (SCHEDA ANSA CINEMA), anch'esso intitolato 'Il nome della rosa'. Un film con nel cast Sean Connery, Christian Slater, F. Murray Abramas, e che ha incassato circa 80 milioni di dollari nel mondo e ha vinto tantissimi premi, tra cui quattro David di Donatello, tre Nastri d'argento, due Bafta e un Cesar.  Il film di Annaud era un 'tradimento consensuale' del libro, e lo stesso Eco, raccontava il regista, l'aveva spinto per tutto il film a tradire ''bene il libro, perche' per adattare bene bisogna tradire bene''. Il film, una produzione Italo-Franco-Tedesca, era stato prodotto per l'Italia da Franco Cristaldi, ed era costato 32 miliardi di lire.

 

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza