Cultura

È morto Andrea Baroni, storico volto delle previsioni meteo

Dopo Edmondo Bernacca aveva portato i galloni della meteorologia del servizio pubblico

All'età di 97 anni è morto a Roma il generale Andrea Baroni: con il suo collega e grande amico Edmondo Bernacca è stato il "volto" delle previsioni meteo in Tv, conducendo per molti anni la storica trasmissione Rai "Che tempo fa".

Marchigiano di nascita (era nato a Fabriano il 14 febbraio 1917) e romano di adozione, si arruolò nel 1939 nell'allora Regia Aeronautica. Ufficiale del Genio Aeronautico, partecipò alla seconda Guerra mondiale fornendo alle truppe schierate in nord Africa un supporto meteo di prim'ordine per i mezzi del tempo. Rientrato in Italia fu assegnato come Ufficiale previsore meteo degli Assi delle aerosiluranti.

Dopo l'8 settembre '43 fu catturato dai tedeschi e internato in vari campi di prigionia nazisti in Ucraina, Polonia e Germania, per venti mesi. Il 14 marzo 1945 fuggì dal campo di Magdeburgo e tornò a Roma a piedi, camminando ininterrottamente per due mesi. Al termine del conflitto ricoprì in Aeronautica Militare numerosi incarichi operativi fino al 1958, anno in cui assunse l'incarico di Segretario della Rivista di Meteorologia Aeronautica e, poi, con la promozione al grado di Colonnello, quello di Direttore.

Numerosi articoli portano la sua firma. Nel 1973 - in contemporanea con l'uscita di un cortometraggio di successo di cui preparò la scaletta, "Io vagabondo", in cui un pallone sonda raccontava le proprie avventure e quelle della sua amica "radiosonda" in volo sui cieli d'Italia - Baroni iniziò a condurre la più seguita trasmissione della Rai, "Che tempo fa", insieme al collega e pioniere, il generale Edmondo Bernacca. "Il successo - ricordano all'Aeronautica militare - fu immediato e anche frutto della sua volontà di far nascere nel grande pubblico televisivo l'emozione per un argomento quasi sconosciuto, che andava però raccontato, come l' 'arte' di prevedere il tempo".

Baroni smise l'uniforme nel 1976, per limiti d'età, ma continuò a collaborare con la Rai sino alla fine del 1993. Nel 1990 fu promosso generale per aver partecipato alla Resistenza come internato militare nei campi di concentramento, come raccontato nel libro della giornalista Annalisa Venditti "Il Cavaliere delle rose e delle nuvole". Come afferma la stessa autrice, "il generale Baroni è stato un uomo moderno d'altri tempi. Un uomo cioè sempre al passo, aggiornato costantemente sui fatti del mondo e sulla materia che tanto ha amato nella sua vita, la Meteorologia, ma anche una persona dai modi gentili, garbati, dall'aria forse un po' austera, ma dal cuore d'oro".
    

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