"Sono commosso e sorpreso per l'assegnazione di questo premio.
Non so se io abbia o meno un animo gentile.
Penso che una delle doti maggiori di una persona
sia l'umiltà che non significa arrendevolezza e sciatteria ma
conoscenza dei propri limiti che ci deriva dalla cultura,
dall'esperienza e dalla lettura dei grandi testi classici che ci
insegnano che la nostra saggezza e di sapore di non sapere".
Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha ricevuto,
a Palazzo dei Normanni a Palermo, la benemerenza come
ambasciatore della gentilezza nel mondo, consegnata dalla
presidente del movimento italiano per la gentilezza Natalia Re.
Dopo avere ricevuto il riconoscimento, Nordio ha invitato al
ministero per un incontro formale il movimento per la gentilezza
che a sua volta ha consegnato al ministro un documento
programmatico per chiedere il riconoscimento della gentilezza
come indicatore di benessere e forza trasformativa in ambito
psico-sociale.
Il riconoscimento è stato consegnato, si legge nella
motivazione del movimento per la gentilezza, a "Carlo Nordio il
cui agire è intriso da grandissima dedizione e spirito di
servizio, da una visione illuminata della giustizia
riscontrabile nella sua prassi operativa protesa a rispettare la
dignità dei cittadini e degli operatori di giustizia". E ancora
perché "permeato da quella proprietà d'animo che è virtù
integrante dell'etica ovvero la gentilezza, definita da
Schopenhauer come preoccupazione genuina e profonda per gli
altri. Essa riflette dunque una comprensione della preziosità
della vita e della sua imperfezione, cifra di una personalità
testimone di autentici sentimenti di rispetto verso tutti".
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