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Cassiere mangia snack da 70cent, verdetto gli salva il posto

Non lo aveva pagato, Cassazione dice 'no' al licenziamento

(ANSA) - PALERMO, 27 MAG - Non perde il posto di lavoro il cassiere che, quasi come un 'automa', allunga la mano nel ripiano di merendine e si mangia un piccolo snack del valore di 70 centesimi sotto gli occhi del 'sorvegliante', senza pagarlo e senza curarsi di mimetizzare l'accaduto. La Cassazione ha infatti respinto il ricorso di una catena siciliana di supermercati, ora ceduta e in liquidazione dal 2019, contro la decisione della Corte di Appello di Catania che aveva stabilito l'illegittimità della lettera di licenziamento disciplinare recapitata nel giugno del 2011 a Luca M., addetto alla cassa 'reo' di "aver prelevato uno snack dall'espositore". Ad avviso dei giudici di merito - con ragionamento condiviso dalla Suprema Corte - "dalla dinamica dei fatti non emergeva alcuna cautela frodatoria da parte del lavoratore il quale in modo visibile e senza allontanarsi dalla sua postazione lavorativa non aveva posto in essere alcun particolare accorgimento atto ad occultare il suo gesto tant'è che era stato prontamente ripreso dal responsabile". Inoltre, - ricordano gli 'ermellini' - "non era riscontrabile nessuna particolare ostinazione da parte del lavoratore nella negazione del fatto, dato che si era limitato, in sede di giustificazione, a dichiarare di 'non ricordarsi' l'episodio ammettendo l'eventualità dell'addebito, imputato a leggerezza ed al suo bisogno di assumere sostanze zuccherine perchè soggetto a frequenti crisi ipoglicemiche" Senza successo, la 'Roberto Abate spa in liquidazione' - la catena della grande distribuzione che ha dichiarato 'guerra' per la merendina - ha protestato in Cassazione facendo presente che la contrattazione collettiva sanziona "l'appropriazione di beni aziendali sul luogo di lavoro con la sanzione espulsiva". In proposito gli 'ermellini' hanno replicato che la Corte di Appello "ha ampiamente motivato in ordine alle concrete circostanze di fatto che deponevano per un complessivo 'ridimensionamento' dell'episodio ed in particolare per una prognosi favorevole circa il futuro corretto adempimento da parte dei dipendente degli obblighi scaturenti dal rapporto di lavoro". (ANSA).
   

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