Musica: Palermo come Caracas, il metodo Abreu ai Danisinni

Teatro Massimo porta "La Cenerentola" in favelas del capoluogo

(ANSA) - PALERMO, 16 SET - Palermo come Caracas. I quartieri più a rischio della capitale del Venezuela vennero trasformati più di 30 anni fa dal maestro Antonio Abreu, che portò 240mila giovani a studiare musica, imbracciando un violino e non una pistola. Oggi sono quasi 500mila, il metodo Abreu venne esportato a Cuba e ovunque la violenza e la droga potevano minacciare i più giovani. Tra gli orti del quartiere Danisinni, uno dei più degradati di Palermo, il Teatro Massimo porta per il secondo anno la lirica, "La cenerentola" di Gioacchino Rossini. Nella piazza di un quartiere che è una repubblica indipendente, non arrivano gli autobus, i motorini sfrecciano a 80 all'ora, il casco, come il marciapiede sono sconosciuti, le strade vengono considerate private, ci si siede fuori, a torso nudo, si gioca a carte. Perché non c'è altro, se non la fattoria di Fra Mauro, un parroco che sprizza gioia e serenità. Il religioso ha creato una fattoria comunitaria, un orto, gli animali, una biblioteca e una chiesa. Ma l'anno scorso con "L'Elisir d'amore" e adesso con Rossini, attorno all'allestimento, si è creata una comunità, gli abitanti partecipano, e 40 di loro hanno provato fin da febbraio a dare vita al coro, diretto da Manlio Messina. Dilettanti, ma che hanno sudato come professionisti, con un'orchestra fatta da ragazzi, la Massimo Kids orchestra, dai 10 ai 17 anni, diretta dal paziente e straordinario Michele De Luca. Un'orchestra di giovani, bravissimi. Ecco questo è l'inizio, ora bisogna farli crescere, arruolare i giovani del quartiere, farne dei veri musicisti. Se il sovrintendente Francesco Giambrone fa sua la logica di Antonio Abreu, il miracolo diventa possibile. Dal nulla si può, e lo spettacolo di ieri sera ne è stata la prova. I privati, come già è avvenuto a Milano, possono donare gli strumenti a chi non può acquistarlo. Ieri sera una grande festa, regia del fantasioso Fabio Cherstich, che ha già firmato la Turandot dell'inaugurazione 2019 del Teatro Massimo, e che conosce bene il valore del fare musica, là dove non c'è altra felicità. Ispirato dal luogo, Cherstich ha immaginato una Cenerentola che lavora nella fattoria del patrigno, Don Magnifico, bada agli animali, ma poi Cenerentola non sposa il principe, fugge, inseguita dal coro e il sindaco Orlando, in prima fila, applaude, divertito, fotografa e mette in rete. Nel cast di "La Cenerentola" giovani professionisti, da Francesco Vultaggio a Dario Pometti, alla brava protagonista, Marta Pluda, e Don Magnifico, interpretato da Giuseppe Esposito.
    Rossini a Danisinni allora può diventare l'inizio di una spirale del Bene. Si replica martedì alle 19. (ANSA).
   

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