Il femminicidio in scena con i Pagliacci

Applausi a scena aperta al Lirico Cagliari, replica anche l'8/3

di Maria Grazia Marilotti

Un dramma della gelosia ottocentesco che si rivela tristemente contemporaneo, visti i diversi casi di femminicidio che hanno caratterizzato questo inizio 2020. In un'opera in cui si mescolano realtà e finzione, vita e teatro. "Pagliacci" di Leoncavallo nell'allestimento del Regio di Torino del 2017, ha debuttato ieri al teatro Lirico di Cagliari dove alla guida è stato confermato il soprintendente Nicola Colabianchi.

Il capolavoro di Leoncavallo in due atti e un prologo, divenuto una delle rappresentazioni liriche più longeve e popolari della storia, melodramma a soggetto verista, è stato accolto da applausi anche a scena aperta e ovazioni dal numeroso pubblico. Pagliacci si ispira a un duplice delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, dove il compositore visse da bambino alcuni anni. Un "nido di memorie in fondo all'anima".

Apprezzato l'allestimento scenico, regia di Gabriele Lavia (ripreso da Daniela Zedda) che riporta al Dopoguerra italiano ben definito nelle scene e nei costumi. Sul podio gradito ritorno per Lü Jia, direttore di caratura internazionale alla guida di Coro e Orchestra, brilla per la sua concertazione. Si è rinnovata la grande sinergia tra palcoscenico ed orchestra. Puntuale e partecipe il Coro del Teatro e delle voci bianche del Conservatorio. Un cast ben equilibrato.

Applausi e ovazioni per il tenore, Walter Fraccaro, con la sua voce svettante, nel ruolo di Canio. Rachele Stanisci bella presenza scenica, risolve con intelligenza il ruolo di Nedda. Tonio è il baritono sardo Marco Caria protagonista di una ottima prova così come gli altri interpreti maschili Andrea Borghini e Matteo Falcier. Repliche fino all'8 marzo: data significativa per un' opera che parla di femminicidio.
   

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