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Centrodestra cerca conferme in Sardegna, Pd-5s alla prova

Centrodestra cerca conferme in Sardegna, Pd-5s alla prova

Urne aperte domenica. Primo test in regioni poi Europee e sindaci

CAGLIARI, 25 febbraio 2024, 07:02

di Roberta Celot

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Game over: le partite che si stanno giocando sullo scacchiere della politica nazionale si mettono in stand by fino a lunedì 26 febbraio quando si conoscerà l'esito delle elezioni regionali in Sardegna, primo appuntamento del lunghissimo e denso anno elettorale che vede cinque Regioni al voto, a cui seguiranno le Europee e amministrative.

Quelle sarde sono elezioni che arrivano in un momento di grande tensione per i partiti nazionali ed è anche per questo che hanno assunto un certo significato e una certa rilevanza, che vanno al di là dei confini dell'Isola. Una terra che vede e sente Roma come 'matrigna', oggi più che mai laboratorio politico dove sperimentare e misurare i campi di forza dentro e fuori gli schieramenti. Se è vero che l'esito del voto di domenica 25 in Sardegna non minerà la tenuta del governo, è altrettanto vero che una sconfitta del centrodestra segnerebbe il primo stop della coalizione dopo le elezioni del 2022. Uno schiaffo che arriverebbe dritto a Giorgia Meloni, che ha voluto e imposto il suo candidato Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari non particolarmente amato dai cittadini, ma amico di tante battaglie politiche prima ancora della nascita di Fratelli d'Italia.

La premier, con il suo volto stampato nei mega manifesti elettorali affissi in tutta la città, ha vinto il braccio di ferro con la Lega, che fino all'ultimo ha provato a confermare il governatore uscente Christian Solinas, figlio del patto di ferro tra il Carroccio e il Psd'Az, ultimo nella classifica di gradimento tra i presidenti di Regione e impantanato in vicende giudiziarie. Un passo indietro sofferto, quello di Solinas, che ha lasciato strascichi. E c'è chi ora teme il voto disgiunto nelle fila dei sardisti orfani del proprio leader, una scelta che inevitabilmente toglierebbe consensi a Truzzu. Sul voto sardo, dunque, pesano anche i rapporti di forza tra Lega e Fdi: chi prenderà più voti nella coalizione? Alle politiche del 2022 Fratelli d'Italia toccò il 23,6%, la Lega si fermò al 6,3. Diversa la situazione alle regionali del 2019, quando il Carroccio prese l'11,4 e risultò il primo partito in Sardegna, mentre Fdi si dovette accontentare del 4,72%.

L'esito delle elezioni in Sardegna, per nulla scontato, sarà un segnale forte sia per la tenuta della leadership di Giorgia Meloni che per le ambizioni, mai sopite, di Matteo Salvini, oggi alle prese anche con l'antagonista interno rappresentato da Forza Italia. Quanto tenga la Lega a questa tornata elettorale nell'Isola, è testimoniato dalla presenza pressochè quotidiana, nelle ultime settimane di campagna, del suo leader, che ha presidiato tutto il territorio, dalle grandi città ai piccoli centri attaccando la sinistra dei No. Per questo le elezioni sarde si configurano anche come un referendum fra la Lega e il M5s, "fra chi fa e chi non fa", dice Salvini.

Tuttavia, ad attirare l'attenzione nel centrosinistra è l'alleanza tra Pd e Cinquestelle, quel campo largo che finora, laddove si è manifestato, non ha raggiunto risultati: si pensi alle elezioni regionali in Liguria e in Lombardia. Ora questo patto, che tante difficoltà sta incontrando a livello nazionale per decollare, potrebbe ottenere in Sardegna una prima affermazione. Ma non può considerarsi un modello da replicare a Roma o in altre regioni chiamate al voto, si affrettano a precisare sia la leader del Pd Elly Schlein che il presidente del M5s Giuseppe Conte. Tutti e due hanno sostenuto convintamente la candidata governatrice Alessandra Todde, ma insieme in Sardegna non ci sono mai stati, solo tour elettorali separati. Così, se Truzzu ha potuto contare sui big di tutto il centrodestra per la chiusura della sua campagna a Cagliari, Todde ha chiesto e ottenuto una chiusura tutta sarda: sul palco con lei al posto di Schlein e Conte, la mamma e la nipote.

La scelta di candidare l'esponente dei Cinquestelle ha però spaccato il centrosinistra, con Renato Soru che ha rotto con il Pd, dopo essere stato tra i suoi fondatori, e ha deciso di correre da solo con la sua Coalizione sarda, entrando in rotta di collisione anche con la figlia Camilla, candidata nelle liste di Alessandra Todde, che ha contestato pubblicamente il padre. Il centrosinistra conferma anche qui in Sardegna la 'maledizione' di andare diviso alle urne. 
   

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